“In questo momento, il più difficile dalla seconda guerra mondiale, dobbiamo ancor più di prima osare la pace”. E’ l’appello lanciato oggi da don Luigi Ciotti e padre Alex Zanotelli che chiedono alle chiese di suonare a morto le campane “dall’inizio del conflitto e per tutti i giorni del conflitto a mezzogiorno” e di “tenere le porte delle chiese aperte anche di notte (almeno una chiesa per ogni diocesi)”. Ad ogni famiglia suggeriscono di accendere un lume e/o una candela e di esporlo alla finestra per tutta la notte; di continuare a esporre le bandiere della pace. Si invita inoltre ad una presa di distanza dalla compagnia petrolifera che ha vinto l’appalto per le forniture all’esercito statunitense e all’invio di una lettera di protesta e di dissenso ai propri parlamentari se hanno votato sì alla guerra. Anche la Rete Lilliput ha diffuso la lista di coloro che alla Camera hanno votato a sostegno del conflitto e rafforzano il loro impegno a favore della pace attraverzo azioni non violente. Amnesty International ricorda invece che “coloro che hanno lanciato gli attacchi militari devono assumersi le proprie responsabilità, nel caso in cui la loro azione provocherà una catastrofe umanitaria” e chiedono il rispetto delle leggi di guerra, la protezione dei civili e l’accesso all’assistenza umanitaria. Amnesty teme anche probabili soppressioni di rivolte interne da parte del regime iracheno e chiede l’invio da parte delle Nazioni Unite di osservatori internazionali di diritti umani che si occupino delle “violazioni commesse da qualunque autorità, irachena o straniera, abbia il controllo del territorio”. Un ultimo timore riguarda infine la voce dell’opinione pubblica: “Un sempre maggior numero di manifestazioni contro la guerra vengono soppresse, gli oppositori politici e i giornalisti vengono arrestati. Dobbiamo resistere alla rappresaglia contro i diritti umani”.