A poche ore dall’attacco statunitense all’Iraq tante diocesi in Italia si mobilitano con iniziative di preghiera, digiuno e suono delle campane. “In questo grave momento il nostro pensiero va alla popolazione dell’Iraq, che si trova sotto le bombe”, dice il vescovo di Bolzano Wilhelm Egger, che giudica “questo attacco, deciso senza l’appoggio delle Nazioni Unite, destinato a cambiare sensibilmente gli equilibri mondiali e lo scenario internazionale”. Monsignor Egger invita ancora una volta la popolazione altoatesina alla preghiera per la pace ed le famiglie a recitare la sera, in segno di solidarietà con le vittime della violenza, una decina del rosario. Anche il Patriarca di Venezia mons. Angelo Scola invita tutti i fedeli ad impegnarsi personalmente nella preghiera, nella penitenza e nel digiuno “affinché il Dio della pace cambi il nostro cuore e quello degli attori del conflitto”. In particolare chiede a tutte le comunità cristiane di riunirsi sabato e domenica prossima per recitare insieme il Rosario. La diocesi di Trieste esprime “profondo sgomento di fronte ad una guerra che minaccia di travolgere vittime innocenti e di compromettere gravemente un dialogo già difficile tra popoli e culture in un’area così importante pere tutta l’umanità”. E’ questa la reazione del vescovo di Trieste mons. Eugenio Ravignani, che invita inoltre tutte “le persone di buona volontà” a compiere atti di penitenza e di carità, ma soprattutto a pregare per la pace. Per questo la cappella di S. Francesco resterà aperta a tutti. “No alla guerra preventiva” è invece il messaggio contenuto nel documento diffuso dal Consiglio pastorale della diocesi di Napoli, riunitosi nei giorni scorsi, mentre a Firenze l’arcivescovo mons. Ennio Antonelli invita al digiuno, alla recita del rosario e annuncia che stasera alle 21 le campane di tutte le chiese di Firenze suoneranno, in segno di partecipazione alla sofferenza di queste ore.