GIORNATA DELL’ACQUA: CARITAS BOLZANO, “LA GUERRA NON FACCIA DIMENTICARE LA SICCITÀ NEL CORNO D’AFRICA”

” “”Un milione e mezzo di eritrei rischiano di morire di fame, di stenti e di malattie e la situazione è destinata ad aggravarsi. Sono soprattutto i bambini che non riescono a superare la carenza di cibo e di acqua”. E’ il grido di padre Habteghebriel Tesfamicael, frate cappuccino eritreo, lanciato in occasione della giornata internazionale dell’acqua, domani 22 marzo. “La mancanza di acqua – ha detto il frate – sta causando nella regione del Corno d’Africa una catastrofe umanitaria”. A raccogliere l’appello si è mossa la Caritas della diocesi di Bolzano-Bressanone che ha destinato al religioso 40.000,00 euro raccolti tra gli altoatesini e che verranno utilizzati per l’acquisto di acqua, cibo e medicine. “Grazie agli aiuti che la popolazione dell’Alto Adige ci sta inviando – ha detto il cappuccino – possiamo comprare sul mercato locale, distribuendolo attraverso la nostra rete composta da 27 ambulatori in Eritrea, il necessario per preparare dei pasti poveri ma abbastanza nutrienti: latte, mais, grano e sorgo. 100 chili di cibo vengono a costare 70 Euro, 10 litri di acqua costano 70 centesimi, ma i prezzi continuano ad aumentare così come le medicine per curare le malattie provocate dalla malnutrizione e dalle infezioni dovute all’assunzione di acqua non potabile. Sono migliaia le persone colpite da tubercolosi o epatiti e per molte di loro non potremo fare nulla”.
” “”Le guerre da fare sono quelle alla fame, alla sete, alle malattie” hanno dichiarato Heiner Schweigkofler e Mauro Randi, direttori della Caritas altoatesina: “i milioni di dollari spesi per presentare a livello mediatico la guerra in Iraq basterebbero a garantire il superamento dell’emergenza in Eritrea ed Etiopia”. Si calcola che almeno 600.000 tonnellate di cereali siano necessari per fronteggiare la situazione che in Eritrea vede a rischio 2,5 milioni di esseri umani. “Stiamo facendo il possibile” conclude padre Habteghebriel “ma le condizioni di tanti sofferenti interessano molto meno che i preparativi di una guerra e ora che le prime bombe fanno sentire la loro voce distruttiva, quasi nessuno si ricorderà più che decine di bambini, di madri e anziani muoiono di stenti ogni giorno in Eritrea”.