” “”Assurdo”. Così il settimanale della diocesi di Modena “Nostro tempo” commenta le polemiche che hanno coinvolto nei giorni scorsi l’arcivescovo mons. Benito Cocchi (che è anche presidente della Caritas italiana) e la Chiesa di Modena-Nonantola per l’impegno e le parole per la pace e contro la guerra. Mons. Cocchi era stato accusato da alcuni esponenti politici locali di “pretestuoso terzomondismo e filoarabismo strabico”. Il settimanale dedica uno speciale alla vicenda sul numero in uscita sabato prossimo, rinnova l’invito a esporre le bandiere della pace ai balconi, pubblica il documento del Consiglio pastorale diocesano intitolato “Il tempo della follia”, un editoriale e riflessioni sulla guerra in Iraq e sulle manifestazioni per la pace. “Assurda la pretesa di confinare la Chiesa nelle sagrestie osserva il direttore Stefano Malagodi -, togliendole la possibilità di esprimersi e di dire la sua anche sulle questioni laiche e civili che interessano, come in questo caso, milioni di persone. Assurdo anche cercare di porsi come interpreti del pensiero della Chiesa su determinate questioni quando su altre tematiche, come in questo caso, ci si smarca con molta disinvoltura dal suo insegnamento che, dalla ‘Pacem in terris’ in poi è molto chiaro”. Ringraziando mons. Cocchi e “quanti si adoperano in prima persona per l’impegno e le parole spese a favore della pace” il direttore del “Nostro tempo” auspica quindi una “politica, intesa nella sua accezione più nobile e autentica, che davvero voli alto e al di sopra di ogni posizione partitica e strumentale”. Anche nel documento del Consiglio pastorale diocesano viene espressa “piena solidarietà” a mons. Cocchi, “oggetto di un inaccettabile attacco”. “Ma non vogliamo perdere la fiducia e abbandonarci alla delusione perché tutti i tentativi di scongiurare la guerra sono falliti e la nostra preghiera sembra non essere stata esaudita si legge -. Non possiamo perdere la fiducia nel Signore, ma dobbiamo confermarla ancora di più. Mentre nessuno dei belligeranti può invocare Dio per una responsabilità che spetta solo a loro e ai loro disegni, noi intensifichiamo la preghiera, rinnovando l’impegno della penitenza e della carità”. Per questo si chiede a tutte le comunità e le parrocchie di proporre momenti di preghiera e di tenere aperta anche di notte la Basilica Abbaziale di Nonantola.