BOLZANO: LETTERA PASTORALE DEL VESCOVO W.EGGER: “LE PERSONE DISABILI NON SONO CITTADINI INVISIBILI”

” “Un invito ai fedeli e alle comunità parrocchiali ad aprirsi alle persone con ‘diversa abilità’, coinvolgendole nelle famiglie e nella comunità e valorizzando le loro particolarità: lo ha lanciato il vescovo di Bolzano-Bressanone, Wilhelm Egger nella sua Lettera pastorale “Essere segno di benedizione gli uni per gli altri, che verrà pubblicata domani, Mercoledì delle Ceneri. La lettera, che coglie l’invito della Commissione Europea che ha dedicato il 2003 alle persone con disabilità, è una sorta di diario dei numerosi incontri che il vescovo ha avuto in questi ultimi mesi con coloro che sempre più spesso vengono chiamati “divers-abili”, ovvero persone che hanno abilità e risorse diverse.
” “”L’esperienza di sentirsi accolti e di potersi mostrare in pubblico – scrive mons. Egger – è per il disabile una necessità vitale. Sono essi stessi a ripeterlo. Se diventassimo persone di riferimento che sanno accettare sul serio questi nostri fratelli riusciremmo ad alleviare la sofferenza e a rendere la loro situazione un po’ più sopportabile”. Secondo il vescovo, “non si tratta semplicemente del superamento delle barriere architettoniche e dell’impegno per garanzie di natura sociale; si tratta soprattutto di abbattere le barriere presenti nel nostro cuore. Essi desiderano non solo sperimentare un aiuto; vorrebbero anche, nei limiti delle loro possibilità, condurre una vita autonoma. Li riempie di gioia quando possono assumersi delle responsabilità ed essere a loro volta utili a qualcuno”. Compito delle comunità parrocchiali, allora, è quello di “non lasciar sole le persone disabili e coloro che se ne prendono cura. Proprio le famiglie nelle quali vive una persona con handicap hanno bisogno della nostra solidarietà e del nostro aiuto concreto”. “Le persone con diversa abilità – conclude la Lettera – desiderano che la comunità parrocchiale le accolga nei suoi organismi e gruppi di lavoro e le consideri a pieno titolo membri della comunità”.
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