” “”Durante una cena con Gino Bartali insieme ad un centinaio di amici sportivi, mentre la conversazione sempre amabile si prolungava, Gino si alzò da tavola, si scusò con i presenti, e si ritirò in camera sua perché doveva dire con sua moglie il rosario che non aveva ancora detto!”. A raccontare questo episodio all’interno di una lettera pastorale per la Quaresima è mons. Giuseppe Chiaretti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve. “Bellissimo gesto di fierezza e di dignità cristiana scrive mons. Chiaretti -, che fu anche per me – vescovo – di esempio e di monito! Sì, credo davvero che se in casa si facesse tacere per qualche minuto ‘sua maestà’ il televisore e si pregasse insieme, genitori e figli, per affidare alla misericordia di Dio le piccole e grandi vicende quotidiane della famiglia, le cose andrebbero meglio, perché avremmo la lucidità e la pazienza necessarie per non esasperare i conflitti, per ascoltarci e dialogare di più, per creare relazioni di concordia e di pace. Provare per credere”. Nella lettera pastorale mons. Chiaretti parla anche di Papa Leone XIII e della sua devozione alla preghiera del Rosario, “sostegno della fede, vincolo di riconciliazione ed efficace strumento spirituale di fronte ai mali della società”.