PAPA: INCONTRO CON I PRETI DELLA SUA DIOCESI (2)

“Non soltanto i fedeli a noi più vicini, ma anche le persone deboli e incerte nella loro fede e lontane dalla pratica della vita cristiana non restano insensibili alla presenza e alla testimonianza di un sacerdote che sia veramente ‘uomo di Dio’: al contrario, nella misura in cui lo conoscono, lo stimano e tendono ad aprirsi a lui”: con queste parole questa mattina il Papa ha esortato il clero romano, riunito in Vaticano per la tradizionale udienza di inizio Quaresima con Giovanni Paolo II “vescovo di Roma”, a offrire una testimonianza credibile del proprio essere al totale servizio di Cristo e dei fratelli. La “via maestra” per rispondere alla “chiamata alla santità che Dio rivolge a tutti i battezzati”, consiste – ha poi proseguito il Papa – nella pratica della preghiera. “Stando con il Signore diventiamo amici del Signore, il suo sguardo diventa progressivamente il nostro sguardo, il suo cuore diventa il nostro cuore. Se davvero vogliamo che le nostre comunità siano ‘scuole di preghiera’, noi per primi dobbiamo essere uomini di preghiera e quindi, alla scuola di Gesù, di Maria e dei Santi, maestri di preghiera”. Il Papa ha poi ammonito sulla necessità della perseveranza da parte dei sacerdoti: “In realtà – ha detto – non abbiamo alternativa! Se non cerchiamo, umilmente ma fiduciosamente, di progredire nel cammino della nostra santificazione, finiamo per accontentarci di piccoli compromessi, che man mano diventano più gravi e possono sfociare anche nel tradimento, aperto o mascherato, di quell’amore di predilezione con cui Dio ci ha amato chiamandoci al sacerdozio”. (segue)