GUERRA: CARITAS ITALIANA, “EMERGENZA ACQUA E CIBO IN IRAQ. NEL NORD DEL PAESE PREVISTI 300 MILA SFOLLATI”

” “Mentre continuano “i pesanti bombardamenti su Baghdad, con molte linee telefoniche saltate a causa delle bombe sul centro di telecomunicazioni”, la Caritas Iraq prosegue la sua attività a sostegno delle popolazioni vittime della guerra. In un comunicato diffuso nella serata di ieri la Caritas italiana rivela che “secondo il centro Caritas di Dohuk, nell’Iraq del nord, molte famiglie scappate da Dohuk per rifugiarsi nei villaggi vicini stanno rientrando in città. Al momento non c’è carenza di cibo o acqua. Manca, però, il combustibile per il riscaldamento, necessario in questa zona montagnosa dal clima freddo e nevoso. Non si hanno più notizie sulla situazione a Bassora, Mosul Kirkuk e Baghdad, dove si sta cercando di fare un’indagine per conoscere il numero degli sfollati rifugiatisi nelle chiese. Tuttavia, afferma la Caritas “il carico degli aiuti partiti la scorsa settimana da Amman per Bassora è giunto a destinazione. Ci sono voci, non confermate, di casi di colera”. Notizie di “carenze di acqua sono state riportate dai governatorati di Bassora, Ninewa, Serbala, Thi-Qar e Wassit. A Umm Qhayal, 30.000 abitanti, è rimasta disponibilità di acqua solo per un giorno; i militari inglesi stanno distribuendo 2 autobotti al giorno. A Umm Qasr la Croce Rossa del Kuwait ha garantito la distribuzione di 43.000 pasti al giorno. Purtroppo dal 30 marzo il servizio è sospeso a causa della mancanza di scorte. Le forze della coalizione stanno distribuendo autobotti di acqua nella zona di Umm Qasr e Safwan”. A Duhok e Zakho opera l’organizzazione Dutch Consortium, di cui fa parte anche Caritas Belgio, per garantire i servizi di assistenza sanitaria agli sfollati a Sulaimaniya. Secondo alcune stime fornite da organismi internazionali il numero degli sfollati nel Nord dell’Iraq raggiungerà le oltre 300.000 unità. In Giordania informa, infine, la Caritas, “il campo di Ruweished è pronto per accogliere fino a 5.000 rifugiati ma, al momento, non è arrivato nessun iracheno; il governo locale ha affermato che il confine con l’Iraq è aperto per il passaggio degli aiuti umanitari”.
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