” “Una scienza come la psichiatria, che “può alterare, positivamente o negativamente, la personalità dell’individuo”, non deve limitarsi alla semplice “prescrizione del farmaco”, perché “ogni scelta di un modello e della prassi ad essa collegata è sempre una scelta etica”. A ribadirlo sono stati i partecipanti al convegno su “Bioetica e psichiatria”, tenutosi oggi a Roma per iniziativa dell’Ateneo pontificio “Regina apostolorum”. Un “uso strumentale e indiscriminato, anche in età scolare” di psicofarmaci o antidepressivi, ha detto lo psichiatra Dante De Santis, “solleva non pochi interrogativi dal punto di vista etico” e “fa aumentare nella popolazione le aspettative” riguardo al ricorso a questi medicinali, ormai prescrivibili anche dal medico generico. Se, dunque, la “farmacofilia” porta all’utilizzazione del farmaco come “bene di consumo”, la “farmacofobia” rischia, al contrario, di “rafforzare la convinzione della popolazione per cui la depressione sarebbe dovuta a cause esterne, e risolvibile solo con la forza di volontà”. “Tornare a vivere la loro vita sospesa”: questo, ha spiegato Luigi Di Nardo, specializzato nel trattamento di pazienti psicotici, il fine ultimo dei “centri diurni” e delle “strutture intermedie residenziali”, in cui è essenziale che gli operatori della riabilitazione a contatto “24 ore su 24” con i pazienti facciano un “automonitoraggio continuo”, per evitare che tali strutture “si istituzionalizzino, diventando una sorta di piccoli nuovi manicomi sul territorio”. Un “no” all'”accanimento riabilitativo” e alla “mercificazione” del trattamento dei pazienti cronici, nella relazione terapeutica di lunga durata, è venuto da Lorenzo Piombo, che ha fatto notare come il “consenso informato” non può ridursi ad “un rituale burocratico, a garanzia più del medico che dell’ammalato”. “Il significato etico del consenso ha spiegato, infatti, il relatore non è la semplice ricerca dell’adesione ad un trattamento, ma la ricerca permanente di un senso comune della relazione che viene a costituirsi tra medico e paziente”.