IRAQ: BAMBINI ITALIANI SCRIVONO AI COETANEI IRACHENI, “VOGLIAMO PER VOI LA PACE”

” “”La guerra vuole dire morte, distruzione, fame, ma soprattutto odio ed incomprensione tra i popoli”: lo scrivono un gruppo di bambini e ragazzi della parrocchia di S. Albina, comune di Scauri-Minturno in provincia di Latina e diocesi di Gaeta, nelle lettere inviate a 250 coetanei iracheni tramite l’ambasciata del Paese mediorientale presso la Santa Sede. “Con l’attuale situazione di sfascio, dopo la caduta del regime – spiega il parroco don Simone Di Vito – spero che le lettere dei ragazzi della parrocchia non vadano perdute e possano così giungere a destinazione, in un ritrovato clima di pace. Alcuni mesi fa, gli stessi ragazzi avevano scritto al presidente Bush, per esortarlo ad evitare la guerra, ma purtroppo le loro parole, come quelle espresse ripetutamente dal Papa sono rimaste inascoltate”. Nelle missive i ragazzi della parrocchia S. Albina dicono che la “guerra è una cosa brutta” e confessano “di ritenersi fortunati perché nel nostro Paese non c’è la guerra e non sono costretti a bere acqua putrida né fango”. Rivendicano poi il diritto al gioco per i loro coetanei iracheni e dichiarano di voler “fare qualcosa di più”, ma per il momento non ne hanno le possibilità e quindi “possono soltanto rivolgere le loro preghiere a quell’unico Dio affinchè li protegga, ponendo fine al più presto a questa tragica situazione”. “E’ molto bello – commenta il parroco – cogliere l’impegno e la partecipazione dei ragazzi in iniziative come questa. Negli scritti hanno espresso una chiara condanna verso i capi delle nazioni che hanno costretto i loro piccoli amici a subire questa ingiustizia. Comunque non disperano e incitano i loro coetanei a volere fortemente la pace, perché anche il mondo la vuole”.