NOTA SETTIMANALE. MASSIMA CURA DELLA NOSTRA COSTITUZIONE PER VALORIZZARE QUELLA EUROPEA

” “Pubblichiamo la nota Sir di questa settimana – Riparte il mai interrotto cantiere delle riforme costituzionali con il disegno di legge La Loggia di revisione della riforma del Titolo V della Costituzione. Che il terreno sia ingombro dei detriti di un dibattito ormai quasi ventennale dimostrano le polemiche sollevate da Umberto Bossi. Certo, c’è un problema di “visibilità”, ormai alla vigilia di un turno di elezioni amministrative, ma emerge anche da diverse parti una precarietà di cultura costituzionale che deve fare riflettere.
” “Senza tuttavia volere inseguire un dibattito politico nervoso può essere utile fare due considerazioni di scenario.
” “La prima è che, quasi improvvisamente, ci si è accorti che il testo della Costituzione è emendabile, anche con una certa facilità. Non è infatti protetto da altra clausola che quella della doppia approvazione a maggioranza assoluta. E la maggioranza assoluta, in un quadro di regime elettorale maggioritario è, per definizione, a disposizione della maggioranza del momento. Così si può assistere, come sta avvenendo proprio a proposito del titolo V, che regola il fondamentale capitolo delle autonomie, ad una maggioranza che vota una riforma appunto a maggioranza e un’altra maggioranza che propone una riforma della riforma. Sono giochi di parole che tuttavia tradiscono un problema di consenso costituzionale di fondo, a prescindere dai rapporti di forza tra gli schieramenti, che deve stare a cuore a tutti. E’ dunque necessario da parte di tutti un forte senso di responsabilità, proprio nel momento in cui stanno emergendo “nuovi scenari” nella bicentenaria storia della democrazia, come avverte il tema della Settimana sociale del 2004, che si è cominciato a preparare con un seminario dedicato proprio al tema: “dove vanno le istituzioni?”.
” “Si arriva così nel merito: siamo nel vivo di un processo costituente europeo e questo quadro non annulla, ma anzi sottolinea il valore dei diversi quadri nazionali, ognuno dei quali anzi è chiamato a sempre meglio precisare le sue caratteristiche ed a valorizzare le sue peculiarità. In un’Europa a 25 o più i sistemi-paese sono destinati a continuare a contare molto. Ecco dunque la necessità che, proprio per valorizzare quella “costituzione” europea cui si sta lavorando, abbiamo la massima cura della nostra costituzione, mettendo mano alle necessarie innovazioni ed adattamenti ad una società in evoluzione, che tuttavia ha bisogno di punti fermi e di valori chiari, appunto per continuare a svilupparsi. In questo senso i grandi principi (libertà, giustizia, solidarietà, sussidiarietà, pesi e contrappesi tra organi costituzionali) radicati in una storia ormai più che cinquantenarie rappresentano una garanzia ed una indicazione di percorso per tutti.