AIDS: VESCOVI SVIZZERI INDIGNATI PER LA “INGIURIOSA” CAMPAGNA FEDERALE. APPELLO PER DIALOGO INTERRELIGIOSO E GUERRA IN IRAQ

” “I vescovi svizzeri, in un comunicato diffuso oggi, si dichiarano “indignati per la campagna ‘Stop all’Aids'” lanciata dall’Ufficio federale della salute pubblica. “Con slogan come ‘Proteggi il tuo prossimo come te stesso… utilizza un preservativo’ oppure ‘Roma ha messo il preservativo all’indice, noi vi raccomandiamo di metterlo altrove’, le autorità federali – scrivono i vescovi – riprendono e piegano al loro interesse valori importanti della fede cristiana e ridicolizzano le posizioni della Chiesa cattolica. La Conferenza episcopale svizzera è ben consapevole che la lotta contro l’Aids è estremamente importante e che le campagne devono essere incisive ed efficaci. Ma il ricorso alla religione per deriderla è davvero sconcertante. Piuttosto che lottare insieme – ciascuno a proprio modo – contro questo flagello, la Confederazione cerca la contrapposizione. Questo è inammissibile. Inoltre, presentare questa campagna in piena Settimana Santa rivela un accanimento o una ignoranza nei confronti della festa più importante per i cristiani, festa peraltro sempre riconosciuta dalla società”.
” “”La Conferenza episcopale svizzera – si legge nella conclusione del comunicato – chiede ufficialmente il ritiro della pubblicità, a suo avviso ingiuriosa contro i cattolici e raccomanda che in avvenire campagne di questo tipo si realizzino nell’intesa piuttosto che nel non rispetto dell’altro. Se noi viviamo in democrazia e dobbiamo, quindi, rispettare ad ogni costo la libertà di espressione, questa libertà richiede ancor più il rispetto delle altrui convinzioni. E il rispetto dell’altro è un primo passo necessario per la prevenzione contro l’Aids”.
” “Sempre oggi la commissione nazionale svizzera ‘Giustizia e pace’ ha diffuso un appello pasquale per il dialogo interreligioso. “La guerra in Iraq – si legge – mette a rischio la capacità di coltivare il dialogo interculturale e interreligioso poiché il conflitto acuisce la contrapposizione tra Occidente e mondo arabo-musulmano. Inoltre questa guerra rischia di togliere credibilità a valori come il rispetto dei diritti umani, il pluralismo religioso e la democrazia. L’Onu e la Svizzera devono unire gli sforzi perché la pace futura in Iraq e in tutto il Vicino e Medio Oriente sia fondata sulla legalità internazionale”.