Un sostegno che dura da tempo e che si vorrebbe intensificare in futuro, facendo nascere un vero e proprio “gemellaggio”: è quanto auspicato dalla Caritas dell’Umbria nel messaggio rivolto ai fedeli della regione perché non si dimentichino della gente terremotata dell’Etna. “Si tratta di un’azione che cammina sulla linea prospettata dalla Caritas italiana nei mesi scorsi spiega Giocondo Leonardi, direttore della Caritas diocesana di Assisi e referente per il gemellaggio stesso della quale stiamo vivendo la seconda fase, quella che avviene quando le organizzazioni di protezione civile se ne sono andate, e c’è il rischio reale che la gente rimanga abbandonata a se stessa, con i propri problemi”. La presenza di volontari umbri in Sicilia è molto apprezzata. Lo dice il parroco di Guardia di Acireale, don Giovanni Cavallaro, giunto nei giorni scorsi in Umbria: “I giovani che sono tra noi da due mesi spiega hanno svolto un lavoro capillare nel territorio, cercando di rispondere alle necessità più immediate e portando aiuto alle persone più bisognose, quali anziani, malati e a chi è rimasto solo”. Secondo il parroco “quello che è particolarmente rilevante è come questi giovani stiano cercando di rendere visibile al massimo la propria presenza, che testimonia un preciso stile di vita, quello dello stare accanto a chi soffre, dello sporcarsi le mani, del condividere le situazioni di sofferenza. Tutto ciò, anche attraverso opere concrete come la sistemazione di due chiese e di alcuni giardini pubblici ripuliti dalla cenere lavica e dalle macerie. Anche in queste cose ha concluso la nostra gente intravede un ritorno alla “normalità” e questo è psicologicamente importante”. L’auspicato gemellaggio dovrebbe permettere non solo di potenziare la presenza di volontari, fino alla fine della prossima estate, ma anche di favorire uno “scambio” di esperienze pastorali: si pensa, ad esempio, alla proposta di invitare gli operatori pastorali della comunità parrocchiale di Guardia, perché possano visitare le otto diocesi umbre, le loro realtà caritative e i luoghi di spiritualità, arte e cultura.