ENCICLICA SULL’EUCARISTIA: CARD. DANNEELS, “UN MISTERO TALMENTE RICCO” CHE RICORDA UN “DIAMANTE”

“Un perfezionamento e, al tempo stesso, un seme per l’avvenire”: così l’arcivescovo di Malines-Bruxelles, card. Godfried Danneels, definisce “Ecclesia de Eucharistia”, “la quattordicesima enciclica di Giovanni Paolo II e la prima del nuovo millennio”, pubblicata stamani, Giovedì Santo. “Annodando il covone delle sue grandi encicliche” e “pubblicando quest’ultima all’inizio del terzo millennio”, osserva il card. Danneels, il Pontefice “pone i ‘tempi nuovi’, ricchi di speranza quanto gravati da inquietudine, sotto il segno dell’Eucarestia” che “non è un elemento isolato”, ma va vista “nel suo stretto legame con la Chiesa. La Chiesa e l’Eucarestia non si comprendono l’una senza l’altra”. Eucarestia “mistero della fede”; un “mistero talmente ricco” che vi è il rischio, una volta “scoperta una faccetta di questo diamante, di trovarvi tanta luce da dimenticare di osservare il tesoro da un’altra angolazione, anch’essa altrettanto splendente”, rimarca Danneels. Un tesoro che, avverte, “non si può trascurare, o ridurre o manipolare” e il cui legame con la Chiesa “si manifesta attraverso la persona del ministro ordinato, vescovo o prete” che agisce “nella persona di Cristo”. Un ruolo nell’enciclica spetta anche a Maria, “‘primo tabernacolo’, un tabernacolo vivente, cosciente, amoroso. Eccoci invitati a prendere Maria con noi” e a farci condurre “verso una vita illuminata dall’Eucarestia”. “Che il tesoro resti proprio un tesoro, riconosciuto come tale. In primo luogo dai cattolici, chiamati a riscoprirlo e a testimoniarlo; poi da tutti i cristiani, invitati ad accoglierlo nella sua pienezza”: questo, conclude l’arcivescovo, “lo scopo delle ‘esigenze’ e delle ‘regole’ che Giovanni Paolo II ha richiamato nell’enciclica”.