“Profondo dolore” è il sentimento che suscitano nel Papa “gli abusi che contribuiscono a oscurare la retta fede e la dottrina cattolica sull’Eucarestia”. È quanto dichiara lo stesso Pontefice nell’enciclica ‘Ecclesia de Eucharistia’, oggi pubblicata. “L’Eucaristia è un dono troppo grande – afferma Giovanni Paolo II -, per sopportare ambiguità e diminuzioni”, quali la sua “comprensione riduttiva” e le “iniziative ecumeniche che, pur generose nelle intenzioni, indulgono a prassi eucaristiche contrarie alla disciplina nella quale la Chiesa esprime la sua fede”. A riguardo il Santo Padre, richiamando “l’osservazione fatta dal Concilio circa le Comunità ecclesiali sorte in Occidente dal secolo XVI in poi e separate dalla Chiesa cattolica”, ribadisce che “i fedeli cattolici, pur rispettando le convinzioni religiose di questi loro fratelli separati, debbono astenersi dal partecipare alla comunione distribuita nelle loro celebrazioni, per non avallare un’ambiguità sulla natura dell’Eucaristia e mancare, di conseguenza, al dovere di testimoniare con chiarezza la verità. Ciò finirebbe per ritardare il cammino verso la piena unità visibile”. Allo stesso modo, prosegue, “non si può pensare di sostituire la santa messa domenicale con celebrazioni ecumeniche della Parola o con incontri di preghiera in comune con cristiani appartenenti alle suddette Comunità ecclesiali oppure con la partecipazione al loro servizio liturgico. Tali celebrazioni ed incontri, in se stessi lodevoli in circostanze opportune, preparano alla desiderata piena comunione anche eucaristica, ma non la possono sostituire”. (segue)