” “E’ accaduto nel corso della “Messa in coena domini”, tradizionale rito del Giovedì Santo, che si è svolto oggi nel Duomo di Milano. “Fare memoria del gesto di Gesù nell’ultima cena ha detto nell’omelia il cardinale – significa ricordare il suo dono totale, realizzato sulla croce e impegnarci a renderlo visibile ancora oggi attraverso un sincero dono di noi stessi a ogni fratello e sorella”. “Chi riceve il corpo di Cristo nel sacramento ha aggiunto – non può ferire il corpo di Cristo che è la sua Chiesa. Non può trattare come estranei, né tanto meno come ostili, i propri fratelli nella fede e non può essere egoista e non condividere con chi è nel bisogno quanto Dio gli ha donato in abbondanza. Il Signore ci chiede non solo di ripetere questo suo gesto nella forma liturgica, ma anche e soprattutto di legarlo alla vita quotidiana”. Facendo riferimento alla Enciclica pubblicata oggi da Giovanni Paolo II, Tettamanzi ha invitato a meditarla e ad approfondirla come aiuto “a contemplare il “volto eucaristico di Cristo”, per vivere in Lui e per essere membri sempre più attivi della Chiesa e della sua missione per la vita del mondo”.
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