” “In realtà, ha sottolineato infatti in Pontefice commentando il Cantico di Isaia nella consueta udienza settimanale, “il Signore fa sorgere un mondo nuovo, un’era di libertà e di salvezza, rendendo possibile continuare a confidare in Dio e nel suo futuro di pace e di felicità”. Il Papa ha fatto poi un nuovo accenno implicito alla tragica situazione internazionale, quando ha affermato che “scoprire, con gli occhi della fede, questa presenza divina nello spazio e nel tempo, ma anche in noi stessi, è sorgente di speranza e di fiducia, anche quando il nostro cuore è turbato e scosso”. Il tema del silenzio di Dio è tornato anche alla fine della catechesi, nel saluto ai pellegrini polacchi: Dio “è ininterrottamente presente e agisce nella storia umana”, ha detto il Papa, e “anche quando sembra tacere davanti all’oppressione, l’ingiustizia o ogni altro male che tocca l’uomo, non cessa di amarlo e gli viene in aiuto sempre, se l’uomo si rivolge a lui con fiducia”. “Anche all’uomo credente, soprattutto se porta il peso di un’esperienza dolorosa ha ammesso Giovanni Paolo II può sembrare che Dio taccia. Perfino i santi mistici hanno vissuto questo stato che San Giovanni della Croce ha chiamato ‘notte oscura dell’anima’. Il profeta Isaia insegna che chi nonostante tutto con fiducia crede che Dio è vicino e opera, potrà sopravvivere al tempo di prova e con gioia ringrazierà Dio per il suo costante amore che libera da ogni male”.
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