IL PAPA: I SEI NUOVI BEATI, “APOSTOLI DEI TEMPI MODERNI”

Un “apostolo dei tempi nuovi” che, “in un mondo spesso privo di saldi riferimenti ideali”, intuì la necessità di “far conoscere Gesù Cristo” agli uomini i del suo tempo con i “mezzi” adeguati ad esso. Così il Papa ha definito don Giacomo Alberione, fondatore della Famiglia Paolina, uno dei sei nuovi beati proclamati ieri, durante la Messa in piazza S. Pietro. “Ad usare questi mezzi ci sia un gruppo di santi”, ha detto Giovanni Paolo II citando una celebre frase del nuovo beato, che per il Papa ha lasciato una “formidabile eredità” alla sua famiglia religiosa, chiamata a “mantenere inalterato lo spirito delle origini, per corrispondere in modo adeguato alle esigenze dell’evangelizzazione nel mondo di oggi”. Ispirandosi all’apostolo Paolo, che definiva “teologo e architetto della Chiesa”, don Alberione – ha aggiunto il Pontefice – è stato un “apostolo dei tempi nuovi”, un “faro di verità, in un mondo spesso privo di saldi riferimenti etici”. Altro protagonista dell’omelia del Papa, Marco d’Aviano, dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che Giovanni Paolo II ha definito un “contemplativo itinerante per le stade dell’Europa, al centro di un vasto rinnovamento spirituale grazie ad una coraggiosa predicazione accompagnata da numerosi prodigi”. “Spinto dalle circostanze ad impegnarsi attivamente per difendere la libertà e l’unità dell’Europa cristiana”, ha sottolineato il Papa, il neo-beato ricorda “al continente europeo, che si apre in questi anni a nuove prospettive di cooperazione, che la sua unità sarà più salda se basata sulle comuni radici cristiane”. Giovanni Paolo II ha concluso la sua omelia invitando tutti i credenti a farsi “apostoli dei tempi moderni”. Come Alberione e D’Aviano, ma anche come le quattro altre donne proclamate beate: madre Eugenia Ravasco, fondatrice della Congregazione delle Figlie dei Sacri Cuori di Gesù e Maria, che “seppe aprirsi con lungimiranza alle urgenze missionarie, con una speciale sollecitudine peri ‘lontani’ dalla Chiesa”; Giulia Salzano, fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore, “apostola della nuova evangelizzazione” specialmente “per la conversione delle persone indifferenti”; Maria Cristiana Brando, fondatrice della Congregazione delle Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentatato, che nelle “opere educative” voleva “rendere le persone consapevoli della loro dignità” e Maria Domenica Mantovani, “fedele in ogni circostanza sino all’ultimo respiro alla volontà di Dio”.