” “Un invito al popolo argentino affinché continui “a lavorare instancabilmente per la costruzione di una società che faciliti le pari opportunità e allontani ogni ombra di discriminazione tra i suoi membri, senza soccombere ai principi materialisti che accecano le coscienze e induriscono i cuori”: sono le parole di Giovanni Paolo II che ha ricevuto oggi in udienza il presidente della Repubblica Argentina Eduardo Alberto Duhalde. Il Papa ha espresso la continua vicinanza della Chiesa al popolo argentino, pregando perché “il patrimonio della dottrina sociale continui ad essere strumento di orientamento per superare i problemi che ostacolano l’edificazione di un ordine più giusto, fraterno e solidale”. Il Papa si è rivolto soprattutto a “coloro che esercitano responsabilità di governo, nella vita politica, amministrativa e giudiziaria, così come gli esperti nelle diverse scienze sociali” perché si impegnino “a portare avanti le necessarie riforme, in modo che a nessuno manchino i beni necessari per crescere come persona e come cittadino”. E chiede “particolare attenzione ai settori più sfavoriti della società, i poveri in generale e i disoccupati, i pensionati, i giovani, senza dimenticare chi per ovvii motivi deve oltrepassare la proprie frontiere emigrando in altri paesi in cerca di un futuro migliore”. Dietro alle situazioni di ingiustizia, ricorda Giovanni Paolo II, “esiste sempre un grave disordine morale, che non migliora solo applicando misure tecniche, più o meno opportune, ma soprattutto promuovendo decisamente un insieme di riforme che favoriscano i diritti e i doveri della famiglia”. Al tempo stesso bisogna “promuovere progetti di difesa e sviluppo in favore della vita che tengano presente la dimensione etica della persona, dal concepimento alla fine naturale”. Il Papa invita quindi tutti gli argentini a proseguire “nella ricerca del cammino che conduce alla concordia, senza dimenticare che non si può prescindere dal rispetto e dalla tutela dei diritti fondamentali della persona umana”.