GUERRA IRAQ; COLPITO HOTEL GIORNALISTI: DA AMMAN I VOLONTARI DI “UN PONTE PER…”, “ERA CONSIDERATO INTOCCABILE”

” “”Per noi l’hotel Palestine è il cuore della presenza internazionale, dove lavorano giornalisti, volontari e cooperanti che portano aiuti alla popolazione. Il bombardamento è un gravissimo attacco alla democrazia internazionale e alla libertà di informare”: questa la reazione immediata dei volontari di “Un ponte per”, l’organizzazione che sta portando avanti, insieme ad altri organismi, un progetto per la potabilizzazione delle acque a Bassora, Baghdad e Karbala. L’Hotel Palestine di Baghdad (dove sono alloggiati oltre 300 giornalisti stranieri) è stato colpito oggi da colpi di un carro armato anglo-americano. Un operatore dell’agenzia Reuters di origine ucraina è morto e quattro giornalisti sono feriti. “Per noi l’hotel Palestine è stato sempre un punto di riferimento da cui portare avanti i nostri progetti, un posto considerato intoccabile – racconta da Amman (Giordania) Andrea Micangeli, ingegnere che segue il progetto di potabilizzazione per conto del Cirps (Centro internazionale di ricerca per lo sviluppo sostenibile) e insieme al Tavolo di solidarietà per la popolazione irachena -. In questa guerra non riusciamo a lavorare bene, ci hanno tolto i telefoni satellitari, per cui non riusciamo più ad avere contatti con le nostre colleghe che coordinano gli interventi a Baghdad. Ci hanno raccontato di un giornalista polacco a cui hanno dovuto amputare una gamba dopo aver girato quattro ospedali che non lo hanno potuto curare a causa del sovraffollamento”. Il progetto di potabilizzazione delle acque, già avviato prima dell’inizio del conflitto ma ora reso ancora più urgente dai bombardamenti in quelle zone, porterà la settimana prossima in Iraq filtri per la potabilizzazione e pasticche di cloro che prima non potevano entrare nel Paese a causa dell’embargo. Secondo l’Unicef 200.000 bambini rischiano di morire in Iraq a causa delle condizioni igienico-sanitarie e della mancanza di acqua potabile.