” “Pubblichiamo la nota integrale Sir di questa settimana – Mentre sta per entrare nel vivo la campagna elettorale per il turno amministrativo di primavera una cosa è certa: cresce notevolmente il numero dei candidati e delle liste iscritte alla competizione. Questo dato ci avverte che ormai la politica, anche al livello comunale e provinciale, è strutturalmente cambiata: la partecipazione non avviene più nei partiti, ma i partiti professionali si allargano, in occasione delle elezioni, a tanti cittadini, pronti a fare l’esperienza, anche episodica, della candidatura. Molteplici reti di solidarietà e di amicizie personali e familiari possono così supplire alla crescente disaffezione alle urne. Se le campagne elettorali si svolgono (anche nel piccolo) sempre più con criteri (e spese) da marketing, nello stesso tempo il tono della competizione locale tende a diventare più concreto: almeno nelle dichiarazioni programmatiche i problemi dei cittadini sembrano trovare espressione ed attenzione. Anche perché, come si è visto ormai in diverse occasioni, gli elettori sanno premiare o bocciare al di là delle appartenenze politiche le amministrazioni comunali o provinciali e anche quelle regionali, sulla base del lavoro effettivamente svolto.
” “In realtà è quello che i cittadini effettivamente si aspettano anche a livello di politica nazionale: una politica più concreta, tanto da parte della maggioranza che da parte dell’opposizione. Invece assistiamo, con particolare evidenza in queste settimane, a forme di autentica rissa politica. Che ci sia del metodo in tutto questo, che serva a sostenere posizioni traballanti o situazioni precarie, che porti a compattare fronti politici opposti può anche essere vero, ma certamente non è nell’interesse del Paese, almeno da due punti di vista.
” “Il primo è che la politica nazionale non è più un livello autonomo, e neppure il livello apicale di un sistema piramidale che parte dai comuni. Quella che gli studiosi definiscono “l’europeificazione della politiche pubbliche” è un dato di fatto, come pure in prospettiva il progressivo rafforzamento del vertice politico dell’unione. Così se non riusciremo a realizzare, sul piano nazionale da un lato un processo legislativo coerente e non a singhiozzo, come da diversi anni a questa parte e dall’altro la selezione di una dirigenza politica autorevole, ne vanno a discapito gli interessi collettivi. Il secondo è che la corruzione del linguaggio politico, che data ormai da dieci anni, e pare muoversi a velocità esponenziale, può avere esiti imprevedibili e non certamente positivi. Ma ci sono energie, risorse e prospettive per una inversione di rotta? Qui si gioca una partita molto delicata per il futuro, di cui non tutti gli attori sembrano consapevoli.