POVERTÀ: A CATANIA UNA PARROCCHIA ASSEGNA L'”OSCAR DEI DERELITTI”

” “Una copia in cartapesta della famosa statuetta degli oscar, però con atteggiamento prostrato e con un pesante macigno sulle spalle: è l'”Oscar dei derelitti” ideato quest’anno dalla parrocchia di San Gaetano alla Marina, a Catania, per “premiare”, simbolicamente, “la capacità di resistenza dei poveri di fronte alle tante difficoltà e avversità che devono superare quotidianamente”, spiega il parroco don Ignazio Mirabella. Don Mirabella è alla guida della parrocchia di San Gaetano da tre anni, nel quartiere Civita, uno dei più poveri e degradati di Catania. Qui vivono 12.000 persone, molti dei quali “in case che assomigliano a tuguri – racconta al Sir don Mirabella -. C’è una fortissima disoccupazione, parecchia criminalità e spaccio di droga e mancano spazi di aggregazione per i giovani”. Ma soprattutto, sottolinea, “il problema maggiore è culturale: i ragazzi che abbandonano la scuola sono tanti e c’è una mancanza di cultura diffusa. Noi vogliamo combattere questa tendenza alla rassegnazione che impedisce alla gente di pensare e reagire e allo stesso tempo evitare l’assistenzialismo”. L’obiettivo della parrocchia, che opera anche attraverso l’associazione parrocchiale “Città-quartiere”, è quindi di creare le condizioni per una “svolta culturale”: “Abbiamo progetti di laboratori con attività culturali come la musica, l’apprendimento delle lingue, l’informatica, i cartoni animati. Ma siamo ancora in attesa della risposta delle istituzioni”. “Alla porta di una parrocchia – aggiunge don Mirabella – bussano ogni giorno decine di persone che cercano cibo, aiuti, che si lamentano per i diritti negati. E’ ora che le istituzioni comincino a muoversi”. L'”Oscar dei derelitti”, che verrà consegnato domani alle 18 prima della messa in ricordo dell’istituzione della parrocchia, sarà “assegnato” simbolicamente ad una donna di 60 anni, “ma è in rappresentanza di tutti gli altri” precisa il parroco: “Vive in una catapecchia ed ha una storia triste alle spalle. Non ha nemmeno la pensione e si rivolge a noi per il cibo, l’acqua e tutto il necessario per la sopravvivenza”. A lei andrà anche un piccolo aiuto in denaro.
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