” “Uno spazio sempre più “polifunzionale” e in grado di reggere anche la sfida della “competitività” con le sale cinematografiche del “grande” circuito. E’, in sintesi, il “futuro” delle circa 1000 sale della comunità presenti sul tutto il territorio nazionale, di cui si è fatto una sorta di “bilancio” in occasione della prima edizione delle Giornate nazionali delle sale della comunità, conclusasi ieri a Padova. L’iniziativa è stata promossa dall’Acec (Associazione cattolica esercenti cinema), in collaborazione con l’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, il Servizio Cei per il progetto culturale ed il Centro delle comunicazioni sociali della diocesi di Padova. La maggioranza delle sale della comunità (oltre il 23%), hanno alle spalle quasi cinquant’anni di vita, e la metà di esse sono localizzate in centri con meno di10 mila abitanti: questi alcuni “numeri” di una ricerca in materia, effettuata dall’Università Cattolica e presentata da Alberto Bourlot e Mariagrazia Falchi nel corso del convegno. Quello che emerge, in sintesi, è “uno scenario di forte radicamento delle sale sul territorio, che negli ultimi anni si è fatto via via più complesso e insieme fortemente competitivo, reso insidioso dalla presenza di altri soggetti (soprattutto sale cinematografiche) che mettono in atto politiche aggressive di acquisizione del pubblico”. Circa il 74% delle sale della comunità, infatti, dichiara di “spartire il proprio bacino di utenza con altre sale cinematografiche non appartenenti al circuito della comunità”. Lo stretto rapporto tra sala della comunità e territorio, ed in particolare tra sala della comunità e parrocchia, è testimoniato inoltre dalla “polifunzionalità” dello spazio della sala, che oltre all'”area cinema” (che rappresenta circa il 60% della programmazione) e a quella teatrale (pari a quasi il 20%) ospita “attività molteplici” legate alla dimensione culturale (convegni, conferenze, dibattiti), musicale (concerti e musical) e parrocchiale (catechesi, oratorio, incontri di preghiera). Famiglia (20,16%) e bambini (15,23%): questi, stando ai dati della ricerca condotta dalla Cattolica, i principali destinatari dell’offerta cinematografica della sala della comunità, che cerca di rispondere alla “forte competitività” anche con “la promozione della propria offerta”, con locandine, manifesti ed inserzioni sui giornali.