” “Un fermo “no” alle modifiche alla legge 180, varata il 13 maggio 1978 e più nota come legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi, viene oggi dal Cnca (Coordinamento nazionale comunità accoglienza), preoccupato di “difendere lo spirito di questa legge contro le proposte, più vicine alla contenzione che alla cura, di ritorno all’istituzionalizzazione (ovvero al ricovero in istituti dei disabili mentali) avanzate di recente da alcune forze politiche”. “Il Cnca afferma in un comunicato il presidente, Lucio Babolin mette in guardia da questi tentativi” e “continua ad appoggiare le proposte avanzate dalla Consulta nazionale per la salute mentale”. Queste, le principali: “integrazione sociale e sanitaria centrata sulla persona oltre che sulla malattia; realizzazione e sviluppo capillare di una rete di servizi pubblici di salute mentale di comunità; rifiuto del Trattamento sanitario obbligatorio prolungato che porta inevitabilmente a nuove strutture manicomiali; attuazione delle Conferenze Regionali sulla salute mentale” e istituzione di un Osservatorio “per la definizione dei progetti di tutela e promozione della salute mentale, con rappresentanza equilibrata di tutte le componenti del mondo scientifico, sociale e delle famiglie; l’effettiva destinazione, da parte delle Regioni, del 5% dei fondi sanitari per la salute mentale”. Rilevando l’applicazione fino ad oggi soltanto parziale della legge Basaglia, “ci auguriamo conclude Babolin che il venticinquesimo anniversario sia di stimolo al dibattito e porti a decisioni concrete”. Si stima che i malati mentali, affetti da diverse patologie, siano nel mondo 1500 milioni. In Italia coloro che soffrono di disturbi psichici di varia entità sono circa 10 milioni.
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