ATTENTATO RIAD: PADRE P.GRECH (CONF.VESCOVI REGIONI ARABE) “DIALOGARE PER CAPIRE LE RAGIONI DI QUESTO ODIO”

” “”Di fronte a tali atti si resta sgomenti ma non bisogna scoraggiarsi né rispondere con le armi. Ogni volta che si assiste ad una ripresa del processo di pace in questa regione accadono fatti sconcertanti. Ci vuole un supplemento di impegno a favore del dialogo e per capire le ragioni di questo odio che provoca morte e distruzione”. E’ il commento, pubblicato oggi dal Sir, di padre Pierre Grech, segretario generale della Conferenza dei vescovi latini nelle regioni arabe (Celra) all’attentato kamikaze di Riad, che nella notte tra il 12 e il 13 maggio è stata colpita nei quartieri residenziali dove vive la maggior parte della comunità occidentale. Decine le vittime, di diversa nazionalità, e i feriti, tra cui anche tre italiani. Un bilancio ancora incerto ma pesante, per quello che può essere considerato il primo attentato anti-americano del dopo guerra in Iraq.
” “Secondo il Segretario, infatti, solo “conoscendo le radici di questo odio rivolto non tanto all’Occidente quanto all’attuale politica degli Usa è possibile trovarvi un rimedio”. “Quello a cui assistiamo – è il parere di p. Grech – non è un conflitto religioso ma di natura economica. Molti in Medio Oriente credono che ci sia un disequilibrio nella distribuzione dei beni e delle risorse. Qui c’è povertà, c’è sofferenza a cui si aggiungono problemi mai risolti come quello israelo-palestinese. Credo che le radici dell’odio siano qui piuttosto che in motivazioni religiose”. “L’impegno del Papa per evitare la guerra in Iraq – ha concluso – ha aiutato molto a rinsaldare le relazioni tra cristiani e musulmani. Molte comunità islamiche hanno invitato i loro fedeli a seguire l’esempio di Giovanni Paolo II per la pace. Certamente c’è anche chi vorrebbe far credere all’equazione cattolici uguale pro-occidentali. Il nostro impegno di cristiani e cattolici in questa regione è di evitare queste semplificazioni superficiali e dannose. Ma ci serve anche l’aiuto di tutte le Chiese”.
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