” “Gli zingari vanno “guardati con lo sguardo di Dio” resistendo “alla tentazione di attribuire loro ogni sorta di vizi e malefatte”. “Le forze educative devono aiutare la comprensione della diversità” per passare “dalla ‘cultura dell’indifferenza’ alla ‘cultura delle differenze'”. E’ quanto afferma il vescovo di Lamezia Terme, mons. Vincenzo Rimedio, in una nota dal titolo “Oltre la diversità: i figli del vento”. Contestatori della società, “disturbatori indesiderati e, in ogni caso, fastidiosi”, gli zingari hanno tuttavia “potenzialità positive, come l’attitudine all’ospitalità, al rispetto dell’autorità paterna, al compito della madre, all’accoglienza dei figli”, rileva il presule ricordando che “nella Chiesa da qualche decennio è in atto un’opera di sensibilizzazione contro i pregiudizi sociali, razziali o religiosi” verso i nomadi. Persone cui vanno “date risposte ai problemi di abitazione, igiene, servizi sociali fondamentali”. “Ogni discriminazione è ingiusta e opposta agli insegnamenti del Vangelo”: di qui “il dovere della solidarietà” che, precisa il vescovo, “non è solo dialogo, ma soprattutto occasione di collaborazione, condivisione e aiuto”. Un esempio ne è il progetto “Vicini di casa” della diocesi di Bolzano, rivolto ai minori e avviato nell’agosto 2000 dalla Caritas locale con la Fondazione Odar (Opera diocesana di assistenza religiosa). Esso comprende, tra l’altro, la preparazione dei bambini all’ingresso nella scuola elementare, il recupero scolastico pomeridiano e diverse attività ricreative. Attualmente sono circa 140mila i Rom e i Sinti presenti in Italia.