GIOVANNI PAOLO II: “L’EUROPA HA BISOGNO DELLA POLONIA. LA POLONIA HA BISOGNO DELL’EUROPA”

” “”L’entrata nelle strutture dell’Unione europea, con diritti uguali agli altri Paesi, è per la nostra nazione (Polonia) e per le nazioni slave affini, espressione di una giustizia storica, e d’altra parte, può costituire un arricchimento dell’Europa. L’Europa ha bisogno della Polonia. La Chiesa in Europa ha bisogno della testimonianza di fede dei polacchi. La Polonia ha bisogno dell’Europa”. È quanto ha sottolineato Giovanni Paolo II questa mattina, incontrando in piazza San Pietro i pellegrini polacchi convenuti a Roma per la canonizzazione di Józef Sebastian Pelczar e di Urszula Ledóchowska (Julia Maria). Dinanzi al presidente della Repubblica di Polonia, Aleksander Kwaœniewski, il Papa ha ribadito che “la Polonia ha costituito sempre un’importante parte dell’Europa e oggi non può abbandonare questa comunità che, è vero, sta vivendo delle crisi a vari livelli, ma che costituisce una famiglia di nazioni basata sulla comune tradizione cristiana”. A poche settimane dal referendum in Polonia per l’adesione all’Unione europea (8 giugno), il Santo Padre ha riproposto un passaggio dell’omelia pronunciata in Polonia in occasione del viaggio apostolico compiuto nel 1997: “La storia d’Europa è un grande fiume, nel quale sboccano numerosi affluenti, e la varietà delle tradizioni e delle culture che la formano è la sua grande ricchezza. Le fondamenta dell’identità dell’Europa sono costruite sul cristianesimo”. Oggi, ha proseguito il Pontefice, “mentre la Polonia e gli altri Paesi dell’ex ‘Blocco dell’Est’ stanno entrando nelle strutture dell’Unione europea, ripeto queste parole, che non pronuncio al fine di scoraggiare, ma, al contrario, per indicare che questi Paesi hanno una grande missione da compiere nel Vecchio Continente”. Per quanto riguarda gli “oppositori dell’integrazione”: “so che sono numerosissimi – ha detto il Papa -. Apprezzo la loro sollecitudine per il mantenimento dell’identità culturale e religiosa della nostra nazione. Condivido le loro inquietudini unite all’impostazione economica delle forze, nella quale la Polonia – dopo anni di illimitato sfruttamento economico da parte del sistema passato – si presenta come un Paese di grandi possibilità, ma anche di scarsi mezzi”. Tuttavia, ha concluso Giovanni Paolo II, questa “è una sfida che l’oggi pone dinanzi a noi e dinanzi a tutte le nazioni, che sull’onda delle trasformazioni politiche nella regione della cosiddetta Europa Centro-Orientale, uscirono dal cerchio delle influenze del comunismo ateo. Tale sfida pone un compito ai credenti – il compito di un’attiva costruzione della comunità dello spirito in base ai valori che hanno permesso di sopravvivere a decenni di sforzi miranti ad introdurre in modo programmatico l’ateismo”.