VITA E PENSIERO (UNIVERSITÀ CATTOLICA): O.CLEMENT, “L’EST EUROPEO TORNA, MA SECOLARIZZATO”

” “”La riunificazione dell’Europa che si delinea” con l’approssimarsi dell’adesione nel 2004 di otto Paesi dell’Est e del Nord “è di un’importanza culturale e religiosa fondamentale”, ma “nulla d’essenziale avverrà senza l’ingresso della Russia e dell’Ucraina”. E’ l’opinione del teologo ortodosso Olivier Clément, che nelle pagine del secondo numero (marzo-aprile) della nuova serie di “Vita e pensiero”, bimestrale dell’Università Cattolica, traccia la fotografia politica, culturale e religiosa degli otto Paesi che, insieme a Malta e Cipro, hanno firmato il 16 aprile ad Atene i trattati di adesione. Diversissimi tra loro, ma accomunati da un nazionalismo “sviluppatosi con una forte dimensione religiosa” e da un cristianesimo che “dopo la caduta del comunismo è diventato di frequente un”etnoreligione'”. Questi i tratti più caratterizzanti: “‘leggerezza dell’essere’ nella Repubblica ceca”, cultura a forte connotazione luterana in Lettonia ed Estonia, “vigorosa intellighenzia cristiana in Slovenia”, divise “tra cultura cattolica e ortodossa” Lituania e Slovacchia, “società di tipo occidentale”, la Polonia. “Un caso a parte, con la sua lingua di origine finnica, l’Ungheria” che costituisce per il teologo il “luogo predestinato di un fecondo incontro fra cattolici e protestanti”. Due le “grandi fratture, Nord-Sud ed Est-Ovest, che hanno spezzato l’unità spirituale del continente” spiega Clément, denunciando l’irrigidimento delle “grandi Chiese ortodosse, ridotte alla sola vita liturgica e trascinate dalla deriva nazionalistica e dal sogno olistico di una simbiosi con lo Stato”. Secondo il teologo “l’ingresso nell’unità europea dei Paesi baltici e domani – si spera – della Bulgaria e della Romania – potrebbe favorire la penetrazione della riflessione cristiana occidentale, così vivace nel XX secolo, e delle esperienze della diaspora russa”. Ma “nulla d’essenziale – avverte – avverrà senza l’ingresso – almeno culturale – della Russia e dell’Ucraina nell’unità europea”. Nello stesso numero del bimestrale, anche “il genio dell’Europa” e “le frontiere del dialogo” delineati dal patriarca di Venezia, mons. Angelo Scola, oltre alle riflessioni di Sergio Romano e Vittorio Emanuele Parsi sui possibili nuovi rapporti tra Stati Uniti ed Europa. Il “forum” pone invece a confronto sul “male di vivere delle metropoli” cinque esperti di economia dell’ambiente, architettura e urbanistica. E ancora, il dibattito su cattolici e politica nel nostro Paese, e un intervento dello storico Agostino Giovagnoli su Pio XII e la Shoah.