” “”A 25 anni di distanza dall’entrata in vigore della legge 194 (22 maggio 1978), si può dire che si sia affermato il principio della preferenza per la nascita: è abbastanza accettato da tutti il principio che, se possibile, è preferibile aiutare una madre a proseguire la gravidanza. In questo senso mi sembra ci sia più spazio di ieri per l’azione dei nostri centri per l’aiuto alla vita e anche per un’azione educativa a favore della vita”: queste le parole di Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita alla vigilia dell’anniversario della legge sull’interruzione volontaria della gravidanza. I dati più recenti diffusi dal Ministero della Salute e relativi all’anno 2001 sembrano confermare una diminuzione degli aborti, tuttavia “si tratta dei dati ufficiali, cioè delle interruzioni di gravidanza effettuate negli ospedali e comunicate dalle Regioni al Ministero; purtroppo rimane il fenomeno dell’aborto clandestino, che probabilmente è anche in aumento perché i casi scoperti sono casi ‘professionali’, cioè eseguiti in cliniche vere e proprie dove vengono effettuati tutti i giorni: per uno scoperto ce ne sono mille non scoperti. A questo bisogna aggiungere la pillola del ‘giorno dopo’: sono 250 mila i prodotti venduti ogni anno ed anche se ovviamente non tutti vanno a colpire un bambino concepito, sono comunque migliaia le interruzioni della gravidanza provocate”. “E’ dubbio, quindi, – ha affermato il presidente del Movimento per la vita – che ci sia una reale diminuzione ma in ogni caso essa è provocata da una maggiore presa di coscienza, causata anche dal messaggio del Papa e della Chiesa”. “Come Movimento per la vita non ci rassegnamo ad una legge ingiusta che andrebbe cambiata almeno nella parte in cui non svolge alcuna azione preventiva. Nella situazione attuale mi sembra realistico pensare che possa essere accettata da tutti la riforma della prima parte della legge riguardante la funzione dei consultori da qualificare come strumenti attraverso i quali lo Stato difende la vita e non come anticamere dell’aborto. Occorre un sistema che aiuti veramente la donna ad avere il coraggio di accettare una gravidanza non desiderata. Se noi del Movimento con le nostre esigue forze siamo riusciti a salvare 60 mila bambini, molto di più si potrebbe e si deve fare”.