Da ieri sera, martedì 20 maggio, l’Agesci (Associazione guide e scout cattolici italiani) della Sicilia ha in dotazione un secondo bene confiscato alla mafia e destinato a scopi sociali: il primo, assegnato agli scout una decina di anni fa, è il “Fondo Micciulla”, un ampio terreno coltivato a giardino nel quartiere periferico Altarello di Baida, a Palermo, utilizzato per le attività associative e anche “aperto” ai ragazzi del quartiere. Il “Fondo Micciulla” è stato recentemente inserito tra gli itinerari della “Palermo riscoperta”, al suo interno si trova una quattrocentesca “camera dello scirocco”, usata come luogo di refrigerio per difendersi dal caldo torrido dell’estate siciliana. Il secondo bene, consegnato ieri ai due responsabili regionali degli scout cattolici, Liboria Renna e Amedeo La Scala, da parte del sindaco di Gravina di Catania, è una palazzina a due piani confiscata nel 1991 al clan mafioso Santapaola. “La destinazione d’uso ha dichiarato il sindaco Fabrizio Donzelli al momento della consegna delle chiavi costituisce un passo importante nella lotta alla mafia e nel recupero dei patrimoni confiscati per destinarli a scopi socialmente utili”. I due responsabili regionali scout, Renna e La Scala, hanno espresso la loro gratitudine al comune di Gravina, aggiungendo: “che un bene confiscato alla mafia possa essere utilizzato per fini educativi è un fatto estremamente significativo, che ci aiuta a marcare con più forza il solco nel quale cammina la proposta dello scautismo cattolica dell’Agesci”. La palazzina sarà utilizzata dall’associazione come segreteria regionale, centro documentazione e biblioteca. Il terreno palermitano, invece, viene anche adibito ad incontri nazionali, chiamati i “cantieri della legalità”.