INFANZIA: MONS. BARRAGÁN ALL’OMS, “POVERTÀ, GUERRE, AIDS, MA ANCHE TV E VIDEOGIOCHI. I TANTI PROBLEMI DEI BAMBINI”

” “”Combattere con efficacia la povertà a livello nazionale e internazionale e rafforzare la famiglia, insieme ad una autentica formazione scolastica”: è questa la strada indicata da mons. Javier Lozano Barragán, presidente del Pontificio Consiglio per la pastorale della salute, per migliorare la situazione dell’infanzia nel mondo, illustrata oggi nel corso della 46ª Assemblea plenaria dell’Organizzazione mondiale della sanità che si sta svolgendo a Ginevra. “Nel decennio passato due milioni di bambini sono stati uccisi durante conflitti armati – queste le cifre ricordate da mons. Barragán -, 6 milioni sono rimasti invalidi, decine di migliaia sono stati mutilati dalle mine antiuomo; nel 2002, 300.000 bambini sono stati reclutati come soldati; più di 4 milioni e 300 mila sono morti recentemente di Aids, ogni giorno, nella sola Africa, diventano sieropositivi 7 mila bambini e più di 14 milioni sono rimasti orfani a causa del virus”. Ma è la povertà, ha sottolineato, “la causa principale delle infermità del bambino”: “Il 30% dei bambini sotto i 5 anni soffre la fame o è malnutrita, il 50% della popolazione africana subsahariana scarseggia di acqua potabile”. Altro problema messo in evidenza da mons. Barragán sono i bambini e gli adolescenti “abbandonati a sé stessi” in un ambiente fatto di “internet, tv, stereo, lettori di compact disc, computer, playstations, camere digitali, cellulari”. “Non c’è nessun controllo sui programmi tv o sui siti internet dove navigano. Si è esteso il commercio sessuale, la pedofilia, la violenza nelle scuole, i crimini, le baby-gangs”. Citando dati Istat mons. Barragán ricorda che “in molti Paesi un bambino in età scolare ha visto 15.000 ore di tv e ‘assistito’ a 18.000 omicidi”. Le famiglie “hanno rinunciato al loro dovere educativo”, ha osservato, e anche la scuola “si riduce a mera informazione rinunciando ad una autentica formazione”. Mons. Barragán ha condiviso le sette piste di lavoro per il futuro dell’Oms, in particolare quelle che riguardano “la salute materno-infantile, la prevenzione delle infermità contagiose infantili, degli incidenti, il miglioramento dell’ambiente esterno, specie in relazione all’acqua, all’igiene e alla sanità, all’inquinamento ambientale”, ecc. Per questo ha insistito sulla necessità di “combattere la povertà con mezzi adeguati alla attuale economia globalizzata”: “L’inequità esistente tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo – ha concluso – non è assolutamente sostenibile”.