ISTAT: PER L’ITALIA UNA BUONA POSIZIONE IN EUROPA

” “”Siamo in Europa con un posizionamento complessivamente buono” – ha detto Luigi Biggeri, presidente dell’Istat, presentando questa mattina a Roma il “Rapporto annuale sulla situazione del Paese nel 2002”-. “Allo stesso tempo, però, ci portiamo dietro un bagaglio nazionale di vincoli strutturali che condizionano le nostre scelte”. Bassa fecondità e invecchiamento della popolazione, un sistema delle imprese fortemente polverizzato con una visione localistica e scarsa propensione alla crescita dimensionale, la ripresa delle migrazioni interne verso il Centro-nord e l’aumento della disoccupazione di lunga durata al Sud “non suscitano allarme ma meritano attenzione”. “Il Paese sembra attraversato dalla difficoltà di guardare oltre le sfere individuali” – prosegue Biggeri – “ma parlare di egoismi individuali è ingeneroso”. Secondo il presidente dell’Istat tra le misure da attuare per ridare vigore al sistema-paese occorrerebbe “attuare una politica che rimuova gli ostacoli allo sviluppo della fecondità, stimolare il mondo produttivo su settori e livelli qualitativi più elevati, investire di più e meglio nella ricerca”. In molti casi i problemi “si trasformano in questioni europee” – precisa Biggeri – “come nel caso della sostenibilità dei sistemi di welfare e dei sistemi pensionistici”. Ma d’altro canto “l’ottica europea è necessaria ma non sufficiente”. L’Istat ha deciso di dedicare il Rapporto 2002 “all’illustrazione della posizione del nostro paese in ambito europeo”, esplorando quattro aspetti: l’analisi degli indicatori strutturali, la competitività del sistema produttivo, il mercato del lavoro e i comportamenti demografici. (segue)
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