” “”La parità scolastica, messa come punto qualificante del programma di governo, non gioverebbe alla Chiesa e alle scuole cattoliche ma a tutto il sistema scolastico italiano. Essa infatti costituirebbe una garanzia di pluralismo, introducendo nelle istituzioni scolastiche una sana competitività e allargando l’offerta del sapere ai nostri giovani. Speriamo che su un punto così importante e più volte promesso non si rimanga ancora una volta delusi”: è il parere di mons. Benigno Luigi Papa, vice-presidente della Cei e arcivescovo di Taranto, che oggi ha tenuto la conferenza stampa in Vaticano sulle attività dell’assemblea dei Vescovi italiani in corso presso l’Aula del Sinodo. Uno dei punti affrontati in assemblea è stato quello della riforma della scuola e le nuove prospettive per l’insegnamento della religione, oltre alla situazione della scuola cattolica e dell’università. Relatore è stato mons. Cesare Nosiglia, vicegerente di Roma e presidente della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università. “La scuola italiana si rinnova profondamente ha detto nel suo intervento mons. Nosiglia ed esige una cura pastorale qualificata e appropriata. L’attenzione ora si sposta sui contenuti dei curricoli che dovranno essere predisposti in vista dell’avvio dei nuovi cicli”. Secondo Nosiglia, “è proprio sul piano educativo che la comunità cristiana intende offrire il proprio contributo più significativo”. A questo scopo è stato avviato un percorso di riflessione articolato in seminari di approfondimento per studiosi e specialisti (il primo si è già svolto su “manipolazione e artificializzazione”; gli altri verteranno su “costruzione dell’identità” giugno, “economia e lavoro” settembre, “interculturalità” novembre), che prepareranno un simposio europeo sull’educazione in programma nel 2004″.