DIRITTI UMANI E SCUOLA (LINCEI): LE ESPERIENZE DI MODENA, COSENZA, RENDE, CUNEO, ROMA

” “175 classi per un totale di 4.264 ragazzi e 244 docenti di scuola elementare, media e superiore: sono i numeri del progetto “Dalla Dichiarazione dei diritti umani alla cultura dei diritti culturali… un percorso possibile” avviato nel 1998 in alcuni istituti di istruzione di Modena, giunto quest’anno alla quinta edizione. E’ una delle esperienze di educazione ai diritti umani avviate concretamente nella scuola, presentate durante il convegno “I diritti umani nella scuola oggi: come viverli e come insegnarli” in corso a Roma all’Accademia dei Lincei. Scopo del progetto modenese, ha spiegato la responsabile, Rosa Frammartino, “evidenziare i punti di forza dell’incontro fra differenti culture” e favorire “l’integrazione dei cittadini stranieri con la città e i suoi servizi”. Incontri, mostre fotografiche, lavori teatrali realizzati da un “gruppo di lavoro composto da studenti di ogni età, docenti, dirigenti scolastici, cittadini italiani e stranieri, volontari e rappresentanti delle istituzioni”. Dal progetto originario, “Il diritto alla vita e il problema della morte”, al Premio internazionale “Mattia Preti e croce di Malta”: questo il percorso di alcune scuole di Cosenza e di Rende, comune della stessa provincia, illustrato da Maria Pina Gaudio Spina, insegnante di storia e filosofia. “Far conoscere l’emergenza acqua; indurre a comportamenti corretti sul suo consumo; far riflettere sul diritto di tutti a goderne”: è il progetto di lavoro e ricerca avviato nel 2001 da alcune scuole di Cuneo con la partecipazione dei medici volontari del locale “Comitato di collaborazione medica nel Sudan”. Nel 2002 la pubblicazione di un vademecum dal titolo “Acqua, oro blu: fanne un uso intelligente”, tradotto anche in inglese e francese e che “oggi circola in tutte le scuole del Piemonte e nei club Unesco italiani ed europei”, afferma l’insegnante Maria Boella Cerrato. “Diritto alla rappresentatività: sistemi elettorali a confronto” è il tema scelto dal liceo scientifico “Plinio Seniore” di Roma per far “riflettere i nostri studenti, nell’imminenza delle consultazioni elettorali, sui meccanismi alla base dei vari sistemi di votazione” ha spiegato la docente Paola Bortolin. A confronto Italia, Gran Bretagna e Stati Uniti per “valutare quali sistemi elettorali, tra percentuali e proporzioni, sono veramente in grado di garantire le minoranze”.