“Processo formativo trasversale a tutte le discipline” per “educare i giovani alla cittadinanza”, non ancora “inserito a pieno diritto nella programmazione scolastica” se pure non mancano le positive esperienze di alcuni istituti. Questa, in sintesi, la fotografia emersa stamani al convegno “I diritti umani nella scuola, oggi: come viverli e come insegnarli”, promosso dall’Accademia dei Lincei e dalla Sioi (Società italiana per l’organizzazione internazionale) a dieci anni dall’inchiesta condotta dalla stessa Accademia in materia. “Un patrimonio, quello dei diritti, che mai può dirsi definitivamente acquisito, ma va costituito giorno per giorno nell’intreccio di responsabilità e solidarietà” ha osservato inaugurando i lavori Maria Luisa Paronetto Valier, vicepresidente del Comitato per i diritti umani della Sioi. “E i cui nuclei fondamentali ha aggiunto il presidente dello stesso Comitato, Giovanni Conso, – debbono essere insegnati fin dalla prima infanzia, accompagnati dai necessari doveri che ne discendono; un aspetto sul quale forse non ci si sofferma abbastanza”. Secondo Mario Dutto, direttore generale dell’Ufficio scolastico della Regione Lombardia, l’educazione ai diritti deve “fare leva sul connaturato senso di giustizia dei giovani” e può realizzarsi ” con una stretta integrazione fra scuola e territorio” in cui “si saldino istituzioni scolastiche, associazionismo e volontariato”. Strumenti privilegiati, ha affermato la pedagogista Gabriella Giani di Raimondo, “il lavoro di gruppo e la condivisione in un clima realmente aperto al confronto”; obiettivi primari, “l’autonomia del giovane intesa come capacità di trovare in sé le norme”, e “la costruzione di un’etica radicata nel dovere liberamente assunto verso la comunità”. A tale fine, ha concluso, è urgente che “l’insegnamento dei diritti umani cessi di essere affidato alla discrezione dei docenti per essere incluso a pieno diritto nella programmazione curriculare”. Di qui, la necessità di “corsi specifici per gli insegnanti e l’attenzione ad una maggiore qualità dei libri di testo”.