Un appello affinché “i cristiani impegnati in politica, a qualunque schieramento appartengano, tengano fermi e propongano quei grandi valori dell’umanesimo cristiano che sono la nostra radice e matrice comune, e che riguardano tanti aspetti della vita sociale, della famiglia e della vita, ma anche le condizioni per vivere in una società pacifica, ordinata, in grado di prendersi cura dei più deboli”. A rivolgerlo è stato oggi il card. Camillo Ruini, che nel corso della conferenza di chiusura della 51a Assemblea della Cei, svoltasi oggi in Vaticano, ha rinnovato l’invito già contenuto nella sua prolusione d’apertura ad “abbassare i toni” del dibattito politico. “Nelle ultime settimane ha ribadito, infatti, il cardinale la conflittualità è ancora aumentata al punto che se dovesse protrarsi potrebbe recare gravi danni al Paese”. Di qui la necessità di “una moderazione delle polemiche” e di “una più precisa attenzione di ciascuno alle responsabilità che gli competono”, ma anche l’urgenza di “trovare soluzioni che meglio garantiscano la reciproca autonomia della vita politica e dell’amministrazione della giustizia, nel pieno rispetto delle regole proprie di uno Stato di diritto”. “Non voglio aggiungere altro ha spiegato il presidente della Cei subito dopo per non contribuire a rinfocolare le polemiche”. Quello rivolto (oggi e lunedì scorso) da Ruini è dunque ha precisato lo stesso cardinale a margine della conferenza stampa “un unico messaggio” trasversale a qualunque collocazione politica dei cattolici, sollecitati a dare il loro contributo per risolvere le questioni legate all’iniziazione cristiana, e dunque al rapporto tra “fede e cultura, trasmissione della fede e vita pubblica”, e al calo demografico, che rappresenta attualmente secondo il presidente della Cei, “il principale problema del nostro Paese”. Quanto alla gravità della “conflittualità” politica ed istituzionale in Italia, il cardinale ha risposto: “Io non vorrei mai drammatizzare: abbiamo attraversato il momento più acuto, mi auguro e penso ci siano le maniere per superarlo, come del resto è già accaduto più volte in passato (segue).