MATRIMONI A MILANO: NELLA PRIMA METÀ DEL 2002 LE NOZZE CIVILI HANNO SUPERATO LE RELIGIOSE. IL PENSIERO DEL CARD. TETTAMANZI

” “Nella città di Milano, nella prima metà del 2002, le nozze civili hanno superato quelle religiose, che nel 2001 erano state ancora il 53% del totale. Nell’intera diocesi ambrosiana, sempre nel 2001, i matrimoni religiosi erano stati 23.539, dei quali 23.314 celebrati tra cattolici e 225 interconfessionali. Sono questi alcuni dati diffusi dal Servizio per la famiglia della diocesi ambrosiana e che testimoniano come “sempre meno si celebrano le nozze in chiesa”. Prendendo spunto da queste cifre, l’invito rivolto dal card Dionigi Tettamanzi, arcivescovo di Milano, agli oltre 2000 fidanzati, riuniti ieri in duomo per la seconda edizione del loro incontro annuale con l’arcivescovo: “Non è facile oggi dire un ‘sì’ per tutta la vita, ma il matrimonio a cui vi state preparando significa proprio che io amo te, solo te e per sempre. Non amo le tue cose, i tuoi soldi o la tua bellezza, perché quando tutto ciò viene meno rimani tu, la tua persona”. E proprio facendo appello alla “libertà” e “responsabilità” dei giovani presenti, l’arcivescovo ha aggiunto: “Anche chi non è credente sente che un ‘sì’ come questo ha qualcosa che è trascendente e assoluto. La Chiesa ha davvero bisogno di voi, della vostra vocazione. Ricordatevi che ci si sposa ogni giorno e che le difficoltà quotidiane e inevitabili” possono divenire “prove da cui l’amore esce più profondo e più vero”. Rispetto al significato del matrimonio, hanno rivestito particolare valore, durante l’incontro, la testimonianza di due giovani coppie che si sposeranno tra pochi giorni. Se per Emanuela e Michele, fidanzati di Monza, 29 e 33 anni, ingegnere lui e insegnate lei, “l’esperienza di un cammino vissuto insieme nella consapevolezza verso il nostro futuro è stata fondamentale”, come hanno detto, per Claudia e Andrea, studentessa di 22 anni e ricercatore di 28, il matrimonio è una “scelta di fede”. “Il Signore ci ha tirato per i capelli ­ hanno spiegato ­ e ci ha convinto che il nostro incontro, che nessuno dei due cercava, non fosse solo un caso, ma l’inizio di un progetto”.