ROAD MAP: S.ADWAN (PRIME), “NON C’È PIANO DI PACE SENZA UN CAMBIAMENTO DI MENTALITÀ DA PARTE ISRAELIANA”

” “E’, in sintesi, ciò che afferma al Sir (old.agensir.it), Sami Adwan, co-direttore palestinese del Prime, l’Istituto di ricerca per la pace in Medio Oriente, commentando l’approvazione, nei giorni scorsi, della ‘road map’ da parte dell’esecutivo di Ariel Sharon. Un’approvazione giudicata “tattica” da Adwan poiché arrivata “sotto pressione” internazionale. “La strada che porta alla pace – ricorda – era ed è quella della fine dell’occupazione israeliana dei Territori e della possibilità data ai Palestinesi di vivere liberamente nelle loro case e nelle loro terre”.
” “Secondo il co-direttore del Prime, organismo non governativo promosso da israeliani e palestinesi per ricercare la convivenza pacifica dei due popoli attraverso lo studio e la ricerca, “la ‘road map’ è un compromesso per risolvere il conflitto gradualmente e le riserve espresse da Sharon sono delle scuse che verranno usate per non procedere nelle scadenze fissate dal piano”. Gli ostacoli maggiori alla pace per il co-direttore del Prime non sono “i rifugiati, gli insediamenti ed il terrorismo” ma “mutare il punto di vista degli israeliani verso i palestinesi e la loro terra. Dovrebbero allontanare dai loro pensieri il sogno della Terra promessa e capire che ci sono anche i palestinesi che vogliono vivere. Dovrebbero inoltre ammettere che nel 1967 occuparono dei territori e che come tali sono degli occupanti. Gli insediamenti sono stati costruiti illegalmente e fuori da ogni legge internazionale”.
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