” “”Il Kirchentag comune diventi un grande segno ecumenico che l’unione nella fede e’ più forte di quello che divide”, mentre “i cristiani hanno una comune missione nei confronti del mondo”. E’ quanto afferma Giovanni Paolo II nel messaggio inviato all’Oecumenische Kirchentag che si è aperto ieri sera, 28 maggio, a Berlino. “La nostra testimonianza come credenti ammonisce però il Papa nel saluto letto dal Nunzio apostolico, mons. Giovanni Lajolo, presso la Porta di Brandeburgo è oscurata dalla divisione della cristianità’. La sofferenza per la mancanza di una unita’ certa di tutti i cristiani ci deve sempre più’ spronare a ricercare e trovare nel dialogo le vie verso l’unita’ nella verità’ e nell’amore”. Dopo il benvenuto della Germania espresso dal presidente della Repubblica, Johannes Rau, ha preso l’avvio l’incontro. Oltre cinquemila gli ospiti impegnati fino al 1° giugno in conferenze e tavole rotonde; tra questi, l’arcivescovo della Chiesa ortodossa russa Longin di Klin, un rappresentante buddista di Hong Kong, lo sceicco di Hebron Tal El Sider, il rabbino Michael Melchior. Circa duecentomila (molti più’ del previsto, e per la meta’ giovani) i partecipanti, per un incontro seguito, a sorpresa, con viva attenzione dai media, che di norma riservano al fatto religioso soltanto brevi notizie. Non solo i giornali berlinesi, localmente interessati, ma anche quelli di Amburgo, Francoforte e Bonn – alcuni dei quali usciti con ricchi supplementi -, oltre ai minuti dedicati al Kirchentag da radio e Tv.