” “”Una catechesi che si investa dei reali problemi della vita è la premessa indispensabile per rendere la fede dei credenti capace di tradursi in testimonianza forte e convinta”. Lo ha detto mons. Cesare Nosiglia, vicegerente di Roma e delegato del Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee), concludendo oggi, alla vigilia della Giornata dell’Europa, i lavori dell’incontro dei vescovi e responsabili nazionali della catechesi. Gli ottanta partecipanti, in rappresentanza di quasi 30 Paesi, saranno ricevuti oggi dal Papa. “Oggi è tempo di annuncio esplicito, sempre e dovunque e verso tutti e chiunque”, ha aggiunto il relatore. “Autenticità e forza di verità”, “coerenza della testimonianza”: questi i requisiti essenziali della catechesi del presbitero, che è chiamata ad essere “sempre più missionaria”. Partendo dallo “stile” stesso di Gesù, che “catechizzava con la parola e con i gesti, con tutta la sua vita. Ogni persona deve sentirsi comunque accolta, ascoltata, accompagnata con dolcezza e verità insieme, da un prete che rappresenta Cristo stesso, mite e umile di cuore, forte contro i falsi e gli ipocriti, ma dolce verso i peccatori e deboli nella fede”. Solo così, secondo Nosiglia, la comunità ecclesiale può diventare un vero e proprio “ambiente vitale” dove “chi entra, chi si trova a passarci anche occasionalmente, respira un clima di famiglia dove ciò che conta sono le persone, il saper stare e perdere tempo con ciascuno senza fretta, senza un dialogo di facciata, ma sostanzialmente estraneo o indifferente o peggio impositivo”. “Globalizzazione, crisi etica, soggettivismo e individualismo, manipolazioni genetiche, sradicamento delle basi culturali e spirituali della famiglia, cultura pubblica che offre modelli di vita opposti a quelli evangelici”: questi, per il relatore, i fenomeni che il prete-catechista in Europa è chiamato a contrastare, “imparando” dai laici e dando maggiore “qualità” alla sua formazione (iniziale e permanente), sul piano spirituale, teologico e culturale.