” “”Servire non attira e non affascina, non dà visibilità e non aiuta ad emergere socialmente. Eppure è un fatto che anche oggi vi sono sovente delle persone che riscoprono il senso della loro vita e la giusta misura del loro essere proprio grazie a esperienze concrete di servizio”: lo scrive mons. Paolo Magnani, vescovo di Treviso, nella Lettera pastorale rivolta ai fedeli per la 40ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni che si celebrerà domenica 11 maggio sul tema “La vocazione al servizio”. La diminuzione dei preti di questi ultimi decenni non è un motivo spiega il vescovo “per dire che le vocazioni sono un problema, che sono in crisi. Io temo che il problema sia altrove, e che le nostre famiglie e le nostre comunità abbiano a che fare con questa crisi, nel momento in cui non si lasciano raggiungere da colui che chiama, Gesù Buon Pastore”. Secondo mons. Magnani, inoltre, “non c’è sufficiente attenzione alla pastorale delle vocazioni in diocesi”, in quanto “la si delega troppo spesso a specialisti”. A suo avviso “oggi è indispensabile una rete di relazioni e una cultura della vocazione capace di andare oltre tanti luoghi comuni… quali quello di parlare dell’invecchiamento dei preti”. In realtà, aggiunge, “forse oggi nella Chiesa sembra essersi affievolito il tema del servizio. Fino ad un po’ di tempo fa si trovava chi era disposto a concedere agli altri un periodo della sua vita, magari come animatore, educatore, capo scout, catechista, volontario, obiettore… In questi ultimi anni, sembra ridursi sempre di più il numero di giovani disposti a donarsi anche per un certo periodo di tempo. Si tende a ridimensionare il tempo e la disponibilità: si mettono molte condizioni e si propongono tante altre cose. E quando si mette a disposizione del tempo, esso è dato purché non venga a toccare le ‘mie cose’ e non vincoli troppo”. La risposta del vescovo è che oggi occorre che famiglie ed educatori si impegnino per presentare le vocazioni: “Occorre maggiore confidenza, occorre la pazienza di dare fiducia ai giovani: qualche volta, di fronte alla proposta sacerdotale, alcuni rimangono stupiti, e dopo averci pensato rispondono di non essere chiamati, ma ringraziano di averli ritenuti idonei alla proposta”.