ELEZIONI AMMINISTRATIVE/RISULTATI BALLOTTAGGI: NOTA SETTIMANALE

Pubblichiamo la nota Sir sui risultati del secondo turno delle elezioni amministrative (8 e 9 giugno) – Solo il comune di Treviso, peraltro ampiamente previsto, premia la Lega Nord, che aveva impostato questa tornata amministrava come una significativa prova di forza. Deve invece contabilizzare una netta sconfitta della propria candidata, nonostante una mobilitazione che ha suscitato non poche polemiche, alle regionali del Friuli Venezia Giulia e un crescente malumore all’interno della coalizione. E’ forse proprio questo il dato più significativo dal punto di vista politico delle elezioni amministrative di primavera, a conclusione di una stagione di accentuato movimentismo del più piccolo partito della coalizione di governo.
Il secondo turno amplifica i dati di quindici giorni fa, consegnando al centro-sinistra una complessiva affermazione, che dal Friuli, attraverso un caso come quello di Pescara, significativo perché si colloca in una regione ad alto tasso di alternanza, arriva fino in Sicilia.
Nonostante il calo fisiologico dei votanti al secondo turno il sistema insomma sembra funzionare, tra conferme e fisiologiche alternanze.
Le elezioni politiche sono molto lontane, previste per il 2006 e Silvio Berlusconi punta dritto a migliorare il record di durata dei governi repubblicani, fino ad ora in possesso di Bettino Craxi. Eppure è evidente che, se queste consultazioni non hanno un significato politico, come lo ebbero le ultime regionali, le forze politiche devono prendere le misure. E già lo stanno cominciando a fare, in particolare nella coalizione di centro-destra, ove si potrebbe profilare un pendolo tra la maggiore iniziativa della Lega (con le sue sponde in Forza Italia) che ha caratterizzato questi mesi, e la richiesta da parte di Alleanza nazionale e dei centristi dell’Udc, i primi penalizzati, i secondi premiati dalle urne, di maggiore peso e, come oggi si dice, “visibilità”. Inoltre ritorna la questione della necessità di Forza Italia di dotarsi di una struttura stabile. Qualcosa si potrà capire se, come e quando si terrà la richiesta “verifica” di governo.
All’opposto la coalizione di centro-sinistra, che si è presentata allargata a Rifondazione e Di Pietro nella gran parte delle elezioni, è chiamata a riflettere su come riprodurre un effetto moltiplicatore della coalizione rispetto a soci deboli e litigiosi, in una sorta di “circuito virtuoso”, da cui dipendono le prospettive di rivincita alle prossime politiche. Insomma, nei prossimi mesi, in attesa dell’appuntamento per le elezioni europee in calendario tra un anno, la dialettica politica è assicurata.
Anche se in primo piano sono sempre i problemi sociali ed economici, in una congiuntura non facile, che richiede interventi strutturali. Intanto domenica 15 e lunedì 16 si torna alle urne per due referendum, tra cui quello sull’estensione dell’art. 18 dello statuto dei lavoratori alle imprese con meno di 15 dipendenti.