CONVENZIONE: J.D.DURAND (UNIV. LIONE), “L’EUROPA NON SI FONDA SU PAROLE CANCELLATE”

” “”Guardare alla realtà e ribadire che le radici cristiane dell’Europa non ne escludono altre. Ignorarne alcune o tutte appare un gesto da Tartufo”. Nel suo editoriale pubblicato oggi su SirEuropa, il servizio settimanale di informazione europea dell’agenzia Sir, Jean-Dominique Durand, docente dell’università di Lione, scomoda il noto personaggio di Molière, Tartufo “tornato alla mente nel leggere il progetto di preambolo della futura Costituzione europea prima e dopo imprevista cancellazione del riferimento al secolo dei Lumi e alla civiltà greco-romana”.
” “Nel testo originale, scrive, infatti, lo storico, “erano evocate esplicitamente tra le eredità culturali europee, la civiltà greco-romana, le correnti filosofiche dei Lumi e uno strano ‘slancio spirituale’ che secondo Giscard d’Estaing, presidente della Convenzione, era il riferimento al cristianesimo” poiché “se il nome ‘cristiano’ fosse stato scritto, si sarebbe reso necessario anche un richiamo al Giudaismo e all’Islam”. “Cristianesimo – scrive Durand sarebbe quindi una parola da non scrivere in un testo ufficiale e da nascondere dietro l’espressione ‘slancio spirituale’. Ma perché mai porre sulla bilancia, come una minaccia e una forma di ricatto, l’Islam e il Giudaismo? Queste religioni hanno avuto ed hanno un loro ruolo nella storia e nella civiltà dell’Europa”. “La verità – si legge nell’editoriale – sta nel fatto che l’Europa di oggi è fondamentalmente nata dal cristianesimo. E’ nata anche dalle civiltà greca e romana, dai lumi ed è stata influenzata da altri pensieri, ma il contributo cristiano resta tutt’oggi lo zoccolo duro del nostro continente”. Ammettere questo “non significa pensare ad un improponibile governo teocratico ma riconoscere un fatto che nessuno può cambiare. Una Costituzione – conclude – è un atto fondativo: si può fondare l’Europa su parole cancellate?”
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