GUERRA SANTA: DON NEGRI (CENTRO PEIRONE), “È GIUSTO CONDANNARE I PREDICATORI DI VIOLENZA”

” “”E’ giusto condannare i predicatori di violenza da qualsiasi cattedra parlino”. Commenta così don Tino Negri, direttore del Centro Federico Peirone per lo studio e le relazioni con l’Islam dell’arcidiocesi di Torino, la dichiarazione rilasciata ieri dal ministro dell’Interno Giuseppe Pisanu a proposito della predicazione di venerdì scorso dell’imam Abdel-Samie Mahmoud Ibrahim Moussa alla Grande Moschea di Roma. L’imam ha incitato, tra l’altro, ad “annientare i nemici dell’Islam e assicurare ovunque nel mondo la vittoria della nazione dell’Islam”. Il discorso, riportato su un quotidiano nazionale il 7 giugno, ha suscitato diverse reazioni, tra cui quella del ministro degli Interni, che ha detto “Le moschee italiane devono essere completamente liberate dai predicatori di violenza, dai reclutatori della guerra santa e dagli agenti di interessi stranieri in Italia”. Secondo don Tino Negri, “in Italia il rapporto tra religioni diverse non può prescindere dal rispetto delle leggi dello Stato. Stiamo andando verso una maggiore libertà religiosa, e proprio per questo è ancora più importante che si formi una coscienza civile e che le leggi vengano rispettate”. Della stessa opinione anche Justo Lacunza Balda, preside del Pontificio istituto di studi arabi e di islamistica (Pisai), che in un colloquio con l’Agenzia Fides ha così commentato le parole dell’imam: “Non si può lasciare spazio a chi inneggia all’odio e invita gli altri a uccidere. È una vera follia. È un problema di ordine pubblico che il Governo dovrà affrontare. L’utilizzo di spazi istituzionali come chiese, moschee, piazze per incitare alla violenza e alla guerra, è inammissibile in un Paese civile e democratico”. Anche i musulmani italiani hanno preso le distanze dalle parole dell’imam di Roma. “Prendiamo le distanze senza indugio dalle parole violente dell’imam Ibrahim Moussa”, ha detto oggi all’Agenzia Fides il presidente della Comunità religiosa islamica italiana (Coreis) a Milano, Shaykh ‘Abd al Wahid Pallavicini, che ha aggiunto: “nelle moschee italiane occorrerebbero imam italiani, che conoscono e comprendono il contesto sociale e culturale del Paese e possono riaffermare lo spirito ecumenico universale dell’Islam”.