IL PAPA E I VIAGGI: UN “PELLEGRINO” IN VISITA AL SUO POPOLO, UN “GRAZIE” AI GIORNALISTI DA UN “MISSIONARIO ITINERANTE” (2)

” “Ripercorrendo idealmente i suoi 100 viaggi apostolici intorno al mondo, dal Messico (1979) alla Croazia, il Papa ha citato i “fratelli vescovi”, con cui “ho potuto condividere direttamente i loro problemi ed ansie pastorali” e “le diverse categorie di fedeli” che gli hanno “permesso di conoscere più da vicino la vita delle comunità cristiane nei diversi continenti, le loro attese, difficoltà, sofferenze e gioie”. “Non ho mai dimenticato i giovani”, ha aggiunto il Santo Padre, definendoli “speranza della Chiesa e del Papa”: “Nei loro volti gioiosi e pensosi – è la fotografia del Papa – ho visto una generazione pronta a porsi con generosità alla sequela di Cristo e a costruire la civiltà dell’amore”. Ma sono soprattutto “le grandi assemblee multicolori del popolo di Dio, raccolte perla celebrazione dell’Eucarestia”, che “rimangono impresse nella mia memoria e nel mio cuore – ha rivelato il Pontefice – come il ricordo più alto e commovente delle mie visite”. Poi il primato del dialogo tra le confessioni cristiane e le diverse religioni, che Giovanni Paolo II ha spiegato in questi termini: “Mosso dalla convinzione che ‘l uomo è la prima e fondamentale via della Chiesa’, ho voluto incontrare i fratelli delle altre chiese e comunità ecclesiali, come pure i fedeli del giudaismo, dell’islam e delle altre religioni, per riaffermare con convinzione sia l’impegno concreto della Chiesa cattolica perla ricostruzione della piena unità tra i cristiani, sia la sua apertura al dialogo e alla collaborazione con tutti per l’edificazione di un mondo migliore”. Il Papa ha concluso la speciale udienza di oggi rivolgendo il suo “ringraziamento” a tutti coloro che “hanno permesso al Papa di andare incontro agli uomini e alle donne del nostro tempo nei loro luoghi di vita”, aiutandolo “nel suo ministero di missionario itinerante, desideroso di annunciare a tutti la parola di salvezza, con la profonda convinzione che Dio vuole ‘che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità'”. Due i ringraziamenti particolari del Pontefice: alla segreteria di Stato, che cura la preparazione dei viaggi, e agli “operatori della comunicazione, che se ne fanno eco fedele nelle diverse parti del mondo”.