Riconoscere il ruolo del movimento mondiale dei Nats (Ninos y adolescentes trabajadores, bambini e adolescenti lavoratori, secondo l’acronimo spagnolo) e ascoltarne la voce. E’ quanto chiedono all’Oil – l’Organizzazione internazionale del lavoro che ha indetto per oggi 12 giugno la Giornata mondiale contro il lavoro minorile – alle istituzioni preposte e ai movimenti attivi nel settore, cinque Ong italiane impegnate nel progetto “Il mestiere di crescere”, un programma di educazione allo sviluppo sul tema minorile nel mondo, finanziato dal ministero degli Esteri. In una nota diffusa oggi, mentre è in corso a Roma la conferenza “La lotta al traffico di minori e alle forme peggiori di sfruttamento del lavoro minorile” cui i Nats non sono presenti, Mlal, Aspem, Asal, Moci e Osvic (questi i nomi delle cinque Ong) ricordano che “in Africa, in Asia e nell’America latina i Nats hanno costituito veri e propri movimenti per tutelare il loro diritto ad un lavoro dignitoso, remunerato e regolato, che dia il giusto spazio all’educazione e al gioco”. I Nats, sorti quasi 30 anni fa in diversi Paesi del mondo, “rivendicano il diritto si legge ancora nel documento ad essere considerati soggetti attivi nella partita politica internazionale che tenta di garantire loro diritti che essi vivono invece come una negazione della propria libertà” e testimoniano che “il lavoro in condizioni dignitose ha una valenza sociale nel favorire lo sviluppo della persona”. Secondo le cinque Ong “si tratta di un processo di rivendicazione sociale e di partecipazione dal basso, strumento di cambiamento di quelle stesse realtà di ingiustizia che lo generano” che non si può ignorare perché “parlare di lavoro minorile e non avere come partner i movimenti organizzati dei bambini lavoratori significa tralasciare un significativo spaccato di vita”.