” “La terza giornata dei lavori del 29° Convegno nazionale delle Caritas diocesane dal titolo “Scelte di giustizia, cammini di pace”- in svolgimento a Orosei (Nuoro) fino a domani – si apre nel ricordo e nel segno di Oscar Arnulfo Romero. “Benedico il Signore che mi ha concesso la grazia di stare molto vicino a mons. Romero fin dai tempi della mia adolescenza – dice Gregorio Rosa Chavez, vescovo ausiliario di San Salvador e Presidente di Caritas America Latina -. La Chiesa dell’America Latina, il continente della speranza ha ancora oggi il volto di una Chiesa povera, missionaria e pasquale, slegata da ogni potere temporale e impegnata nella liberazione di tutti gli uomini”. La “lettura dei segni dei tempi” e “la liberazione integrale dell’uomo” sono, secondo Chavez, “uno dei maggiori contributi di questa Chiesa al mondo”, anche se “le ferite della guerra sono difficili da guarire”. “Siamo un Paese – spiega – che ha firmato la pace, ma che non ha vissuto il quotidiano della pace. Il perdono è possibile solo ristabilendo la giustizia e la verità, non c’è altra strada”. Di perdono parla anche Giuliana Martirani, docente di geografia economica presso l’università di Napoli: “La riconciliazione con gli uomini, i popoli e il creato è possibile solo elaborando la cultura delle beatitudini. Occorrono percorsi educativi e formativi nuovi per recuperare l’in-nocentia, cioè la non violenza, e superare il complesso di Caino della sottomissione”. Solo “a partire da una cultura non violenta – prosegue – si passa dall’economia all’ecologia, dall’imporre leggi al dialogo uomo-natura. Il vero sviluppo è quello centrato sulla persona umana e non sull’economia, sul primato del progetto politico inteso come bene comune”.