” “Giovanni Paolo II nell’udienza generale di questa mattina ha anche tratteggiato il rapporto tra Paolo VI e la cultura del suo tempo: “Voleva che la comunità ecclesiale si aprisse al mondo, senza però cedere allo spirito del mondo. Con prudente saggezza ha saputo resistere alla tentazione di ‘adattarsi’ alla mentalità moderna, sostenendo con evangelica fortezza difficoltà e incomprensioni e, in qualche caso, persino ostilità”. Senza contare, ha sottolineato il Papa, le “coraggiose prese di posizione in difesa della vita umana”, con l’enciclica “Humanae vitae”, e “a favore dei popoli in via di sviluppo”, tramite la “Populorum progressio”. “Rendiamo grazie a Dio per il dono di questo Pontefice, guida salda e saggia della Chiesa”, ha concluso il Papa, definendo quello di Paolo VI un magistero “in gran parte orientato a educare i credenti al ‘senso della Chiesa’”, come risulta anche dalle “riflessioni personali” che Papa Montini “era solito appuntare durante i ritiri spirituali”, in cui “meditava sovente sul posto cui Dio lo aveva chiamato a servizio della Chiesa ‘sempre amata’, nello spirito della vocazione di Pietro”. Ieri il Papa ha benedetto il busto marmoreo di Paolo VI, collocato nell’omonima Aula in Vaticano, in occasione dei 40 anni dall’elezione del “servo di Dio” al soglio pontificio.
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