” “”L’Italia è un paese che per la metà se ne sta con le mani in tasca, indifferente a ciò che avviene nella comunità; per più del 20% mette mano al portafoglio delegando qualcun altro a occuparsi del sociale; per il 15% è pronto a dare una mano o a prendere per mano chi non riesce a tenere il passo; e per un altro 15% si assume il compito di promuovere catene di solidarietà e reti civiche per collegare milioni di mani attive e responsabili”. È questa la fotografia scattata dall’VIII Rapporto sull’Associazionismo sociale dell’Iref (Istituto di ricerche educative e formative delle Acli), presentato questa mattina a Roma. Quattro “Italie” quella dell’estraneità, della delega, dell’adesione e dell’impegno che rilancia come elemento di novità la ripresa del volontariato, di nuovo al 15% sui livelli del 1989, e in particolare del “volontariato personale”. “Un volontariato che si realizza nell’ombra spiega Ilvo Diamanti, ricercatore e politologo su base individuale o nei luoghi di vita, una forma di espressione più che di appartenenza”. L’associazionismo organizzato tiene (43,3%), ma aumenta l’impegno “informale” nelle parrocchie (28%, 9 punti in più rispetto al 1999) e l’azione individuale (20%). I dati “confermano un’irruzione della dimensione etica nei comportamenti” aggiunge Luigi Bobba, presidente delle Acli -, “che marcherà lo stile di vita anche degli anni futuri”. Gli altri elementi di novità si rintracciano nel “ritorno della piazza” e quindi della partecipazione pubblica, “gancio” per l’attività politica ed “espressione latente di partecipazione” secondo Diamanti e nello stile di vita sobrio e responsabile, espresso con il consumo critico e il commercio equo e solidale. (segue)
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