DOMENICA CRISTIANA: BRANDOLINI, “PIETÀ POPOLARE” E “MAGGIORE SOBRIETÀ NELLE SPESE”

” “”Che cos’è un rito? – disse il piccolo principe. E’ quello che fa un giorno diverso dagli altri giorni, un’ora dalle altre ore – disse la volpe”: con questa citazione tratta da ‘il piccolo principe’ di de Saint-Exupéry, mons. Luca Brandolini, vescovo di Sora-Aquino-Pontecorvo e presidente del Centro azione liturgica, ha introdotto il tema del rapporto tra domenica, eucaristia e religiosità popolare, in conclusione della 53ª Settimana di aggiornamento pastorale. A fronte del primato della liturgia e in particolare dell’Eucaristia, “non possono essere ignorati, sottovalutati e tanto meno disprezzati – ha affermato mons. Brandolini – le potenzialità e i valori insiti nella pietà popolare, sia per quanto concerne gli aspetti antropologico-culturali come pure teologico-pastorali del ‘fare festa’ nell’attuale situazione di post-modernità”, caratterizzata da un senso diffuso di smarrimento che porta al “riemergere del ‘sacro’ e quindi del culto come complesso di riti”. C’è bisogno, secondo mons. Brandolini di una “strategia pastorale” alla base della quale c’è “la necessità dell’evangelizzazione. Le feste ne offrono molte opportunità sia nella preparazione che nello svolgimento. Gli ‘spazi’ tradizionali come la novena o il triduo ed altri che possono essere aperti quali le assemblee pastorali e la catechesi ordinaria, vanno tutti sapientemente occupati”. E’ necessario, inoltre “l’impegno di legare la festa alle esigenze della solidarietà, vigilando per una maggiore sobrietà nelle spese, in genere ingenti e moralmente inaccettabili” e “una cura particolare per l’animazione delle processioni affinché diventino manifestazione di pietà collettiva e autentica esperienza di preghiera”.
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